venerdì 26 settembre 2014


LUCY (Lucy,F 2014)
DI LUC BESSON
Con SCARLETT JOHANSSON,Morgan Freeman,Min-Sik Choi,Amr Waked.
FANTASCIENZA/AZIONE
La Sposa di "Kill Bill",la Natasha Romanova di "The Avengers", la Lara Croft del dittico con Angelina Jolie,la Alice di "Resident Evil",e perfino la diretta progenitrice su schermo Nikita?Dimenticatevele,Lucy è l'eroina più potente vista sullo schermo:rapita da una gang di spietati coreani e con un sacchetto di una nuovissima droga sintetica impiantato nello stomaco,alla rottura del corpo estraneo,la ragazza si trasforma in un essere che svilupperà ogni potenzialità del cervello umano,imparando a usare ogni cosa come un'arma,mutando aspetto,condizionando gli altri con la mente e utilizzare poteri telecinetici.Naturalmente,tutto ciò ha un controcanto:in ventiquattro ore arrivera a poter usare il 100% della propria mente,ma andrà oltre i limiti del suo involucro di carne,ossa e sangue,e rischia di autodistruggersi.Luc Besson,dopo anni in cui i propri maggiori successi erano la produzione della serie "Taxxxi!" e la trilogia per ragazzi "Arthur e il popolo dei Minimei",torna a una forte affermazione commerciale con questo action thriller a sfondo fantascientifico,che in USA è stato uno dei non moltissimi campioni dell'estate al box-office.A livello visuale la pellicola funziona,con un incipit aggressivo,che scaglia subito lo spettatore dentro l'azione,e l'idea di un personaggio che riesce a utilizzare ogni potenzialità cerebrale era stuzzicante,ma a questo punto,pur riconoscendogli una capacità di andare oltre certi limiti produttivi europei,si può anche dire che è sopravvalutato,oggi come ieri.Narrativamente,"Lucy" sembra scritto da un bambino di sette anni,con buchi nella storia incredibili (chi la sequestra ai sequestratori?come finisce l'incidente sull'aereo?chi ha sparato all'idiota che l'ha coinvolta nel giraccio?come può in ventiquattro ore un uomo che si è beccato due pugnali nelle mani utilizzarle per sparare a go-go?),approda a un finale scontatissimo e senza un colpo di scena che sia uno.In più,Morgan Freeman nei panni dello scienziato dalla mente aperta è ormai un clichè (ma che sia così geniale non è semplicissimo notarlo,qua),e Scarlett Johansson alterna frenetici movimenti delle mani a lunghi momenti da seduta,con una fissità espressiva che non le conoscevamo.Può essere un successone,ma se si parla di limiti ce ne sono eccome.

Nessun commento:

Posta un commento