sabato 4 novembre 2023


 
C'È ANCORA DOMANI ( I, 2023) 

Di PAOLA CORTELLESI

Con PAOLA CORTELLESI, VALERIO MASTANDREA , Romana Maggiora , Giorgio Colangeli

COMMEDIA/DRAMMATICO 

È sicuramente una buona cosa che un esordio, girato  in un bianco e nero che omaggia la tradizione neorealista, stia facendo begli incassi, con tanto di file fuori dai cinema, come non si vedevano da tempo: "C'è ancora domani" è la prima volta di Paola Cortellesi dietro alla macchina da presa, e l'attrice, ora neoregista, ha scelto un tema quale la condizione di tante donne appena finita la II Guerra mondiale, con l'importante svolta, finalmente, del voto per le donne  che incombe. La Delia cui dà volto la stessa neoregista è abitualmente vessata da un marito ignorante e avvezzo a passare alle maniere forti, vive in una condizione di miseria, con suocero infermo, tre figli, con la più grande prossima a fidanzarsi con un giovane che fa parte di una famiglia piccolo borghese, la quale, gestendo un bar in quel periodo, viene vista un po' come rappresentante di una classe signorile. Del film si apprezza l' ambientazione, quello sguardo su una Roma marginale e rionale, ma, di fronte a tanto entusiasmo anche critico verso questa pellicola, qualche perplessità si può provare: prima di tutto, stranamente, visto che chi dirige è un' attrice, a parte Giorgio Colangeli in un riuscito ruolo da vecchia canaglia, gli interpreti non rendono come potrebbero, soprattutto la Cortellesi stessa e Mastandrea, altrove ammirevoli, qui piuttosto tendenti ad una recitazione monocorde; molto viene abbozzato, e non approfondito ( vogliamo citate il soldato nero della MP che aiuta in un frangente, abbastanza arbitrario del resto, la protagonista? Come fanno a spiegarsi su una cosa così rischiosa due persone che non parlano una la lingua dell' altro, per dirne una?), qualche inserto musicale sa un po' di forzato, tipo il motivo rap sulla fuga verso le urne, o la canzone di Daniele Silvestri, che su uno sfondo del 1946 stanno come un pezzo degli AC/DC su una battaglia medievale. Per quanto apprezzabile l'intento finale della pellicola, il film, come commedia puntuta, ha momenti gustosi in due scene, quella del pranzo di fidanzamento e della veglia funebre, in cui abbondano situazioni e battute nelle quali si ritrovano echi del cinema di Ettore Scola, uno che la commedia mordace l'ha saputa fare eccome: però viene da pensare che probabilmente, il prossimo film diretto dalla Cortellesi, potrà essere ancora meglio, e non più che altro corredato da tanta buona intenzione, e nel concreto un po' approssimativo.

mercoledì 1 novembre 2023



 IO CAPITANO (I, 2023) 

DI MATTEO GARRONE 

Con SEYDOU SARR, Ibrahima, Oumar Diaw.


DRAMMATICO 

Il viaggio dal Senegal alle coste italiane per un ragazzo poco più che sedicenne, che si tramuta da un'avventura da condividere assieme all'affezionato cugino, per coronare il sogno di diventare musicisti di successo in Europa, a un'odissea vera e propria, con molti momenti fortemente drammatici: il film che Matteo Garrone ha voluto girare dopo il forte successo del suo "Pinocchio" è un racconto completamente sottotitolato, dato che i personaggi parlano francese o il wolof, lingua che proviene dal Sudan, su un argomento spinoso quanto urgente. Un tempo si sarebbe detto, per un tema così all'ordine del giorno è destinato ad essere divisivo, a seconda della logica di chi guarda, che fosse "necessario". E a ragione. Perché quel che fa Garrone è narrare il destino di tanti che dapprima consegnano a chi campa sulla loro fuga ogni risparmio, attraversano il deserto, a volte non superandolo, cadono prede di sequestratori corrotti e spesso feroci, per poi giungere verso lo sbocco al mare per imbarcarsi su mezzi di fortuna: i più cinici tra gli spettatori potrebbero chiedersi cosa non si sapesse che il film si prende la briga di raccontare. E, invece, proprio questa è la forza di "Io capitano", il mostrare quanto umanamente sia complesso il solo riuscire a salire su uno scafo ed intraprendere un viaggio fortunoso quanto a rischio: il giovanissimo protagonista, dà dimostrazione di buon cuore e coraggio, preoccupandosi sempre dell'altrui sorte, nonostante già la sua, a più riprese, stia per portarlo alla rovina o alla morte. È un film toccante, per quanto sobrio, con una progressione verso l'avventuroso tragitto per mare nel quale chi commercia sulla pelle di questi disgraziati affida ad un ragazzo la guida di una barca, il cui approdo o affondamento, non li interessa veramente: Garrone fa entrare anche uno spunto fiabesco, che rappresenta le fughe mentali del giovane protagonista di fronte alla realtà, quando si fa talmente dura da essere quasi insostenibile. Significativa la buona affermazione commerciale di una pellicola che, sia per l'argomento trattato, che per il fatto di presentarsi interamente sottotitolata, avrebbe potuto essere snobbata dal grande pubblico: e invece ha riscosso un forte interesse.



lunedì 9 ottobre 2023


 
ASSASSINIO A VENEZIA( A haunting in Venice, GB/USA 2023) 

DI KENNETH BRANAGH
Con KENNETH BRANAGH , Tina Fey, Kelly Reilly, Riccardo Scamarcio. 
THRILLER
Terzo episodio nella rilettura dei classici della Christie per Kenneth Branagh, piuttosto redditizia, a giudicare dagli incassi raccolti dai tre titoli: non è ancora chiaro se si conclude qui o siano previsti nuovi capitoli, ma appare abbastanza chiaro che il pubblico gradisce. Se i primi due film erano remake di gialli già portati sul grande schermo (nel '74 "Assassinio sull'Orient-Express" da Lumet e nel '78 "Assassinio sul Nilo" da Guillermin), questo "Assassinio a Venezia" è invece l'adattamento per la prima volta al cinema da un altro testo della scrittrice regina della suspence. Troviamo Hercules Poirot di stanza nel capoluogo veneto negli anni che seguono la seconda guerra mondiale, lontano dalle investigazioni, che viene spesso disturbato da persone che gli vorrebbero porre quesiti su misteri che li affliggono. Finché una scrittrice molto intraprendente non riesce a strappare la barriera che Poirot ha eretto, proponendogli di partecipare ad una seduta spiritica nell'imponente e cupa casa di una soprano, la cui giovane figlia è spirata in circostanze poco chiare. In quello spazio chiuso ci saranno altri delitti, e l'investigatore belga dovrà trarre le conclusioni. Il film si pone, come riuscita, a metà tra il primo ed il secondo della ( per ora) trilogia diretta dall'attore e regista inglese: se il lungometraggio sull' Orient-Express, pur non bello come quello che vedeva Albert Finney, era una riuscita rivisitazione, quello sulla crociera sul Nilo appariva una versione fin troppo patinata. Qui si sfocia nel soprannaturale, e il divertimento per il pubblico c'è, con una buona scrittura che, tuttavia, non sfugge ad un'impressione finale di relativa meccanicità del racconto. 

giovedì 31 agosto 2023


 
OPPENHEIMER (  Oppenheimer, USA/GB 2023) 

DI CHRISTOPHER NOLAN 

Con CILLIAN MURPHY , Robert Downey Jr, Emily Blunt, Matt Damon.  

DRAMMATICO/STORICO

La scelta di Christopher Nolan, dopo aver girato un film-rompicapo come "Tenet", di girare un lungometraggio su J. Robert Oppenheimer, insieme a Enrico Fermi considerato uno dei genitori della bomba atomica, poteva apparire curiosa, visto che la filmografia del regista inglese che rilanciò Batman al cinema prendendolo dal suo lato oscuro. Ma, a ben pensarci, il racconto delle parti cruciali di una figura storica e scientifica, piuttosto conosciuta "per nome", ma di cui si sa, alla fine, generalmente, non moltissimo, poteva sembrare a Nolan una giusta sfida per un nuovo capitolo del suo cinema: costruito in un modo che richiama gli schemi del thriller, il biopic sullo scienziato lo presenta quando, negli anni Cinquanta avanzati, una commissione d'inchiesta lo mette sotto torchio per presunto doppio gioco con i sovietici. Lungo tre ore di proiezione, che, nonostante i molti volti e dati in scena, corrono via agili, "Oppenheimer" narra anni cruciali per la Storia tratteggiando una figura complessa e tormentata per l'esito della sua scoperta, specificando il contesto in cui venne deciso la creazione dell'ordigno atomico, mostrando le impietose logiche della politica, i cui disegni sono ancora più ardui e difficili da decifrare delle cose su cui vengono compiute ricerche e esperimenti. Ed è senz'altro un fatto positivo che una pellicola che tratta di argomenti recenti ma spesso, paradossalmente poco affrontati sia dai Mass media che negli argomenti di tutti i giorni, come il maccartismo, la Guerra Civile in Spagna e il successivo Franchismo, il contrasto nel Novecento tra Fascismo e Comunismo, il sospetto verso chi manifestava idee dissenzienti, viaggi verso un incasso mondiale che si avvicina al miliardo di dollari: segno che anche senza azione, effetti speciali che si prendono la gran parte del racconto, se si sa come realizzare un buon film, si cattura l'attenzione degli spettatori. Forse Nolan non sarà un "nuovo Kubrick", come qualche giornalista ha voluto dire, ma, anzi, ha una cifra ed uno stile molto personali, che rendono interessante e da vedere ogni suo nuovo lavoro: in un cast ricchissimo di volti noti, che compaiano in un paio di sequenze o acquistino peso via via che il film scorre, giusto sottolineare la prova febbricitante di Cillian Murphy, volto da caratterista e talento oramai comprovato, nel ruolo di Oppenheimer, ma attenzione anche, nella futura zona Oscar, a un invecchiato dal trucco Robert Downey Jr, bravissimo a rendere l'ambiguità del suo personaggio, l'ammiraglio Strauss.


 


venerdì 28 luglio 2023


 
MISSION: IMPOSSIBLE- DEAD  RECKONING. Parte I 

( Mission:: Impossible- Dead reckoning. Part I USA 2023) 

DI CHRISTOPHER McQUARRIE 

Con TOM CRUISE, Haley Atwell, Esai Morales, Rebecca Ferguson. 

AZIONE 

Dopo un lungo prologo, parte del quale ambientato a bordo di un sommergibile russo che innesca il plot ( in una delle migliori sequenze del film), parte la nuova avventura della squadra capitanata dall'inossidabile Ethan Hunt, sulla breccia da quasi trent'anni ( il franchise cinematografico è partito nel '96, dopo i fasti della serie TV che venne creata negli anni Sessanta) : il nemico da battere, in pratica, è la Rete, che possiede dati su chiunque, e può ritorcerglieli contro, dare il la a conflitti tra Paesi e fare le sfortune economiche del mondo. Ovviamente, lo scontro non è virtuale, perché ci sono agenti di questo sistema, guidati da una vecchia e nefasta conoscenza di Hunt. Girato anche a Roma e Venezia ( in cui, come molti film americani, al di là dell'esser deliziati dei panorami, di chi abita l'Italia non si evince una gran considerazione...), con spettacolari inseguimenti e combattimenti atletici, il settimo episodio, nonostante la durata consistente, dato che si passano le due ore e quaranta di proiezione, è solo la prima parte della storia, di cui vedremo la conclusione solo tra un anno. Benché i meccanismi del genere siano ben oliati ed il regista Quarrie sappia allestire con perizia le sequenze d'azione, la sensazione che il nuovo "Mission: impossible" lascia è quella che si prova dopo essere stati su una giostra del luna park: per quanto lì per lì si possa eccitarsi o stare in tensione, il tutto ha un sapore di preconfezionato che raffredda un po' l'emozione. Nel cast entra con decisione Haley Atwell e non sfigura, e ci si domanda perché, ormai da un bel po', una star come Tom Cruise, che a sessantuno anni dimostra di avere ancora parecchio fiato, sembri interessata a stare al centro solo di film ad ampio impatto di spettacolo, senza più calarsi in ruoli più sfaccettati o da rendere in maniera più intimamente complessa.

lunedì 10 luglio 2023


 
INDIANA JONES E IL QUADRANTE DEL DESTINO ( Indiana Jones and the deal of Destiny, USA 2023) 

DI JAMES MANGOLD 
Con HARRISON FORD, Phoebe Waller- Bridge, Mads Mikkelsen, Antonio Banderas. 
AVVENTURA/ FANTASTICO 
Per anni, alle domande circa il quinto episodio delle avventure di Indiana Jones, Harrison Ford ha risposto ironicamente, augurandosi che si decidessero quanto prima, perché altrimenti sarebbe stato impossibile per la star vestire di nuovo cappello e frusta del celebre archeologo e avventuriero, tra i re del box-office dal 1981. Ed infatti, nel lungo prologo che apre questo nuovo capitolo, ambientato nel 1944, in pieno secondo conflitto mondiale, Indiana Jones è rappresentato con il metodo Deep fake(già utilizzato per riportare sullo schermo Peter Cushing in "Star Wars: Rogue One", per fare in esempio), dando un po' l'effetto di un videogame in stile PlayStation, ma a livello di action, è una sequenza ottimamente realizzata. Successivamente, la storia ci porta nell'Estate del 1969, nei giorni dell'allunaggio di Armstrong, e l'appena pensionato professor Henry Walton Jones jr., questo il vero nome del protagonista, si ritrova coinvolto in una cospirazione da parte di scienziati provenienti dalla Germania nazista e assoldati dagli USA per la ricerca nel campo della conquista dello spazio. Per aiutare la figlia di un amico Indiana Jones vivrà una nuova scorribanda tra Stati Uniti, Grecia e Sicilia: al centro del plot c'è un marchingegno creato da Archimede, che potrebbe cambiare molto nella Storia. Passata di mano da Steven Spielberg a James Mangold,  dopo quattro puntate, la saga forse ha perso in autorialità ( sebbene il quarto film mostrasse una regia più svogliata del solito), ma il regista di "Copland", è un regista capace, probabilmente mai qualificato come autore per il troppo eclettismo nello scegliere argomenti e trame per le sue pellicole, come fu per Norman Jewison, Robert Aldrich ed altri directors che hanno realizzato tanto cinema di livello mai troppo ricordato. Se la prima parte impiega un po' troppo tempo ad entrare nel vivo della narrazione, nella seconda metà il film recupera, soprattutto in un finale in cui l'emozione palpita, e si va oltre il blockbuster con il suo preconfezionamento pratico. C'è una bellissima sequenza subacquea girata con tecnica e colori come se fosse veramente un film girato a fine anni Sessanta, e l'umanizzazione ulteriore dell'eroe, invecchiato e passato attraverso le ferite più dolorose, che cambiano una vita. Harrison Ford si rimette in gioco infondendo ironia e convinzione in questa ultima avventura del suo personaggio, Phoebe Waller-Bridge è convincente nelle sequenze di dialogo, ma legnosa in quelle d'azione, Mads Mikkelsen entra diritto tra i grandi nemici dell'eroe creato da Spielberg e Lucas: sembra che al botteghino il film sia partito tiepidamente, ma c'è da scommettere che diverrà tra i capitoli più ricordati in positivo della serie.

giovedì 6 luglio 2023


 
SCORDATO ( I, 2023) 

DI ROCCO PAPALEO 
Con ROCCO PAPALEO , Simone  Corbisiero  , Giorgia, Angela Curri. 
DRAMMATICO/COMMEDIA 
Orlando si barcamena tra approcci a letto con donne che non desidera, un lavoro da accordatore  di pianoforti che non lo soddisfa, e i ricordi di una vita consumata nei rimpianti: trasferitosi a Salerno da Lauria, si confronta di continuo con il sé stesso giovane, che lo critica e cerca di infondergli un po' di antico entusiasmo, finché il casuale incontro con una fisioterapista non porta il protagonista ad una lenta riconsiderazione di sé. Giunto alla quarta regia, Papaleo fa partire il film come una commedia incentrata su un personaggio sfasato, perennemente fuori contesto, ma via via la storia mostra risvolti sempre più problematici e drammatici, sul rimosso e sul troppo dimenticato. Sì intuisce, a mano a mano che il film procede, che l'infelicità manifesta del personaggio principale viene da cose successe nel suo passato, verso le quali non ha saputo porsi come forse avrebbe dovuto: anche tornare nella casa di famiglia, a Lauria, è quasi un'impresa per lui. Si sorride, eccome, ma "Scordato" è un lungometraggio che va avanti a suon di amarezze, per quanto si arrivi alla fine con un protagonista più consapevole di sé, e, realizzando che non tutto si può risolvere,nel corso di un'esistenza, anche più finalmente sereno. Peccato per il personaggio di Giorgia, peraltro reso con disinvoltura dalla cantante, abbastanza forzato, che fa un'uscita di scena piuttosto impropria. Però il film, cucito addosso a sé stesso dal regista- protagonista, racconta un personaggio che alla fine, ha il coraggio della propria fragilità, e della sua non idoneità ad assimilare le cose come fanno tanti: in più, c'è una riflessione onesta e per nulla scontata su un confronto su quel che si era e quel che si diventa con il peso degli anni, che di solito viene rifuggito, nel cinema, e qui è reso in maniera ad un tempo surreale e sincera in maniera appuntita. Se Rocco Papaleo regista è forse al suo lavoro più personale e meno dispersivo, e magari migliore, dirigendo storia e attori con sentita partecipazione, l'attore, nel finale, viene voglia di prenderlo a braccetto per  accompagnarlo, per la carica di umana simpatia che si prova per questo povero cristo, meglio di tanta altra gente, ma di questo non al corrente.

sabato 1 luglio 2023



 THE FLASH ( The Flash, USA 2023) 

DI ANDY MUSCHIETTI
Con EZRA MILLER, Michael Keaton, Sasha Kalle, Michael Shannon. 
FANTASTICO/AZIONE 
Pur tra i più caratteristici personaggi del palco supereroi di casa DC Comics, Flash, nonostante la longevità su carta, si era per ora dovuto accontentare di una serie TV nei primi anni Novanta, peraltro nemmeno realizzata male, ma di insoddisfacente riscontro a livello di audience, da non essere prodotta che per una sola stagione: inserito nel progetto kolossal di "Justice League",  che avrebbe dovuto rappresentare la risposta DC al boom di "The Avengers", l'eroe più veloce della Terra  nel suo film personale, lo troviamo nella sua identità di tutti i giorni, Barry Allen, impiegato presso la Scientifica della sua città, chiamato da Alfred, il maggiordomo di Bruce Wayne/Batman, a prestare soccorso nel crollo di un grattacielo che ospita, tra le altre cose, una nursery con tanti neonati. Dopo questo avvio spettacolare ed ironico, al protagonista viene in mente che, raggiungendo una velocità mai toccata fino ad allora, riuscirà a viaggiare nel tempo, entrando nel proprio passato, per cercare di mutare un avvenimento decisivo; la tragica morte della madre e la conseguente accusa al padre di aver commesso il delitto, ingiusta ma difficile da sconfessare. Nell'operazione incontra il de stesso dell'epoca, al quale fa rivivere l'incidente con il fulmine che lo investì, scagliandogli addosso sostanze chimiche e rendendolo un supereroe: per controcanto, tutto ciò avrà eliminato tutti i dotati di superpoteri. Supereroi out, allora? Sì, eccetto uno: un altro Batman, quello con il volto di Michael Keaton... "The Flash", affidato al regista del dittico "It", Andy Muschietti, che si riserva il cameo di un reporter puntualmente derubato dell'hot dog che sta per addentare, è un film che apre una questione non indifferente ( "è giusto cambiare il passato che ha condizionato la nostra vita, sostituendosi alla Sorte?") giocando con le chiavi ipotetiche di un altro universo DC Comics, se le cose non fossero andate nel modo finora narrato: peraltro, lo sdoppiamento del protagonista ( convincente Ezra Miller), la rimessa in gioco di "altri" Batman del passato, con sorpresa nel finale piuttosto gustosa, portano la pellicola a un buon livello di intrattenimento, che sfiora a tratti la possibilità di diventare un classico d genere supereroistico, sfumata per qualche dejà vu di troppo e un passo incerto tra commedia e melò, così come certe trovate interessanti ( la forza di Flash che scema se non si nutre di cibi ipercalorici) vengono via via accantonate durante la narrazione. Però se si sta al gioco ci si diverte, e se forse le accuse via web di pretesi critici dalla facile irritabilità, di una Computer Graphic non superlativa è un voluto omaggio al cinema che fu, il fatto di aver "riciclato" un villaon già visto ne "L'uomo d'acciaio" è per via dei nemici piuttosto pittoreschi del Mercurio in rosso della DC, ottimi su carta ma non di buona resa su schermo.

sabato 24 giugno 2023


 
TRAMITE AMICIZIA ( I, 2023) 

DI ALESSANDRO SIANI 
Con ALESSANDRO SIANI ,  Matilde Gioli, Max Tortora, Maria Di Biase.
COMMEDIA 
Lorenzo ( Alessandro Siani) è un imprenditore teoricamente all'avanguardia: e cioè, fornisce a chi non ce l'ha, un amico, che sarebbe lui medesimo, per affrontare le situazioni in cui, sarebbe meglio ci fosse qualcuno accanto, come potersi sfogare per un problema, andare in luoghi dove nessuno vuole accompagnare la cliente, e via così. Quando si presenta una situazione d'emergenza per via dell'annunciata vendita dell'azienda in cui lavorano il fratello e la cognata, perché il titolare è depresso e si sente solo, si cerca di utilizzare il "talento" del protagonista per evitare che i dipendenti perdano il lavoro. Il cinema di Alessandro Siani paga pegno per la ormai acclarata mancanza di personalità sia del regista che del comico. Se i primi suoi film diretti e interpretati avevano un buon richiamo sul pubblico, gli ultimi, compreso questo, funzionano poco anche in quel senso, e se titoli leggerini come "Il principe abusivo" e "Cercasi miracolo" contavano su incassi di un certo peso, questi ultimi titoli dell'attore napoletano vanno maluccio: ma è normale che se non ci si rinnova, il pubblico ti abbandoni. Siani rimane a metà, tra l'imitazione di Troisi in versione più "per tutti" e un quadro alla Pieraccioni, già di per sé annacquato e discretamente fuori dalla realtà. Le occasioni di divertimento sono scarse, e se Siani cerca di dare un minimo di spessore a un personaggio che non ne possiede già in fase di scrittura, Matilde Gioli sarà avvenente, ma nella commedia non funziona proprio, mentre Maria Di Biase qua e là potrebbe anche fare buona figura, ma si limita a impersonare un cliché di ingenua dal cuore d'oro di poca sostanza. Rimane Max Tortora, che sarebbe anche bravo, ha i toni e i tempi giusti, ma qui appare sprecato assai, con qualche passaggio malinconico degno di miglior causa. E meno male che il filmetto ha almeno il buon gusto di non andare oltre i novanta minuti di proiezione, perché ha la pedalata stanca già a metà.


 
GRAZIE RAGAZZI (I, 2022) 

DI RICCARDO MILANI 
Con ANTONIO ALBANESE , Vinicio Marchioni, Giorgio Montanini, Sonia Bergamasco. 
COMMEDIA/DRAMMATICO 
La genesi di "Grazie ragazzi" ha radici lunghe: il soggetto è ispirato ad una storia vera, accaduta in Svezia a metà anni Ottanta, e proprio nel paese scandinavo venne girato, nel 1999, un film su questa vicenda, riguardante un attore molto in crisi professionale, dato che tira a campare doppiando film porno e abbastanza sul piano esistenziale, che prende a cuore un piccolo gruppo di detenuti ai quali insegnerà a recitare portando in scena, con successo inaspettato, "Aspettando Godot". Successivamente, ne è stato tratto un film in Francia, del quale questo di Riccardo Milani è in soldoni il remake: va dato atto al regista di "Come un gatto in tangenziale" di provare una via alternativa alla commedia, inserendo tematiche serie e lavorando molto sugli attori, cercando sempre di non sbracare cercando scorciatoie per accontentare la platea, ma, anzi, facendola sorridere lasciando che porti qualcosa di quel che ha visto a casa con sé. Però dovrebbe allentare un po' il "vizio" di girare propri film come rifacimenti adeguati all'Italia di sceneggjature che abbiano sfondato nei Paesi d'origine: facendo un rapido conto, dovrebbe essere la quarta volta che Milani realizza un proprio lavoro in questo senso. Ed è, tuttavia, uno dei suoi film più ispirati, anche se il migliore rimane tuttavia, forse, "Il luogo dell'anima". Grazie anche alle ottime prove di Albanese, che quando gioca su un registro in bilico tra commedia pura ( la telefonata per ridoppiare il porno di fronte al secondino attonito è esilarante) e toni più drammatici, come il monologo verso la chiusa del film, ma anche dei comprimari, una Sonia Bergamasco sempre aderente ai ruoli rivestiti, un Bentivoglio meno cinico di quanto possa apparire inizialmente, e il gruppo di detenuti, tra i quali si può dire che ci siano, oltre al noto Vinicio Marchioni, alcuni dei nomi che vedremo spesso nel nostro cinema futuro, il film è riuscito, diverte, e in un paio di punti risulta anche toccante. Come i lavori nei quali si è messo un po' di cuore.

venerdì 16 giugno 2023


 
BULLET TRAIN ( Bullet train, USA 2022) 

DI DAVID LEITCH 
Con BRAD PITT, Aaron Taylor-Johnson, BrianTyree Henry, Joey King. 
AZIONE
Il romanzo "I sette killer dello Shinkansen" di Osaka Kotaro, è un romanzo edito nel 2010, ma che da noi ha avuto nuova linfa all'annuncio che ne sarebbe stato tratto un film ad alto budget, che coinvolgeva una star del valore economico di Brad Pitt: vi si narra una caccia al tesoro, la cui posta è una valigetta, che mette uno contro l'altro appunto sette assassini professionisti, dei quali uno è un impensabile preadolescente, particolarmente perverso e malvagio. Il regista di "Atomica bionda" David Leitch, oggi considerato uno dei registi dei film d'azione più strutturati e spettacolari, ne ha tratto questo film in cui ai dialoghi copiosi presenti nel romanzo, con echi molto evidenti del cinema di Tarantino, ha aggiunto molta più azione e ironia: seguiamo le disavventure del personaggio di Pitt, soprannominato "Coccinella", per agguantare la valigetta, ma vari contrattempi gli impediscono sempre di scendere dal treno - bolide che viaggia a 400 kilometri orari e si ritrova a dover sopravvivere a vari tentativi di farlo fuori da parte degli altri pretendenti alla valigetta. Ci sono anche due strani fratelli-sicari, uno bianco e l'altro nero, che dovrebbero scortare il figlio di un mafioso russo, la giovanissima e maligna criminale che appunto nella versione cinematografica è diventata femmina, e altri pericoli ancora. Il film ha l'idea vincente di esser giocato su un umorismo che non molla mai la presa, gli attori, a cominciare dalla star protagonista, stanno al gioco e seguono il piglio fumettistico e paradossale della regia: cosa poi ci facciano tutti questi occidentali o caucasici su un treno che attraversa il territorio nipponico, non è dato saperlo, così come il cattivo dei cattivi sia, ovviamente, un folle capoclan russo invece che del posto, ma è un po' la cifra talvolta grossolana del cinema americano mainstream. Per il resto, il film ha ritmo e riesce a tenere lo spettatore sul chi vive buttandola spesso in burla con sarcasmo, fino al cataclismatico finale in cui si sfiora il genere catastrofico.

martedì 6 giugno 2023


 
CON TUTTO IL CUORE( I, 2021) DI VINCENZO SALEMME 

Con VINCENZO SALEMME , Serena Autieri, Cristina Donadio, Maurizio Casagrande. 
COMMEDIA 
A Ottavio, professore di latino e greco dall'animo mite e dal forte senso civico, trapiantano il cuore di un camorrista: la madre del donatore, perito in un agguato imbastito da una cosa rivale, pretende che proprio questo onesto cittadino vendichi lo scomparso, con le ovvie e giustificabili ritrosie del poveraccio. Si sa che il cinema di Vincenzo Salemme ruota spesso a malattie, disabilità, che siano fisiche o mentali
, e cerca di riscuotere il sorriso spesso, ma senza cadere nella mancanza di sensibilità, gli va riconosciuto. C'è anche da dire, a suo vantaggio, che data la provenienza teatrale e il lungo corso sui palcoscenici, oltre che, oramai, anche sullo schermo, Salemme sa dirigere bene gli attori, e spesso utilizza quelli con cui ha un forte affiatamento, vedi, per esempio, qui Maurizio Casagrande, comprimario di talento. Però se lo spunto rimanda un po' a quello della sua seconda regia ( là erano gli occhi a essere trapiantati, qua il cuore, come già detto), "Amore a prima vista", la conclusione a cui si arriva non sta molto su a livello narrativo, e, sebbene ci siano passaggi in cui si ride convinti, il film finisce per girare a vuoto, pur mantenendo una leggerezza di fondo che non a tutti riesce.

martedì 30 maggio 2023


 
STEVE JOBS ( Steve Jobs, GB/USA 2015) 

DI DANNY BOYLE
 Con MICHAEL FASSBENDER , Kate Winslet, Michael Stuhlbarg, Jeff Daniels.
BIOGRAFICO/ DRAMMATICO 
Tre momenti cruciali nella vita di un moderno genio riconosciuto, che sono due fallimenti e finalmente il successo a lungo ricercato. 1984, 1988 e 1998: Steve Jobs sul piano professionale e su quello umano, rivisto da Danny Boyle, a raccontarne le imprese, nella polvere e sugli scudi. Il film ci presenta un Jobs quasi scellerato nelle relazioni umane, freddo con la piccola figlia, quanto perfezionista nell'elaborazione del nuovo sistema del processore  da presentare al mondo, per ribaltare, alla fine, il suo profilo, e tirarne fuori la vulnerabilità e la responsabilità di padre, mentre emerge la natura tossica della madre della figlia. Boyle traccia in tre atti un ritratto affidato, perlopiù, ai dialoghi, facendo un film d'attori: Michael Fassbender si accolla un ruolo che, appunto, muta considerevolmente tra l'inizio e la fine, lasciando venir fuori più il lato umano, nel bene e e nel male, di quello più conosciuto di uno dei fautori del mondo moderno, che del web e della tecnologia per usufruirne non può più, in pratica, fare a meno. Ma gli è superiore nella prova una Kate Winslet caparbia e severa, coscienza e ombra dell'uomo geniale, che ne conosce, forse più di lui stesso, la natura e la vera anima.

giovedì 18 maggio 2023


 
DON'T WORRY, DARLING ( Don't worry, darling, USA 2022) 

DI OLIVIA WILDE 
Con FLORENCE PUGH, Harry Styles, Olivia Wilde, Chris Pine. 
FANTASCIENZA 
I Chambers sono una coppia giovane che negli anni Cinquanta vivono in belle case a schiera, dove fanno bisboccia con altre coppie il venerdì sera, e la mattina, quando i mariti partono per il lavoro fuori città, le mogli si occupano della casa con gioia: ma Alice Chambers comincia ad avere strane visioni, sensazioni di deja vu, dubbi su quel che vive, e vede cose nel vicinato che gli altri abitanti della zona smentiscono con perentorietà. E la comunità creata dal carismatico Frank sembra pensare con una sola mente... Secondo film diretto da Olivia Wilde, va ottenuto buon successo di pubblico in patria, e sostanzialmente discrete critiche, nonostante si sia parlato di un set non sereno, e di rapporti piuttosto tesi tra la regista e attrice e la protagonista Florence Pugh. Il film, che racconta un mondo teoricamente idilliaco ma non sano, da un'ottica femminile, inquieta e affascina nella progressiva presa di coscienza del personaggio principale, al contempo specificando la pericolosità di ogni imposizione, spesso dietro all'alibi dell' " a fin di bene". Peccato che il film lasci un po' troppi punti oscuri, e questo faccia perdere qualche punto ad una storia ben condotta, anche se non nuovissima ( echi da "La fabbrica delle mogli") e spesso interessante.


 
VILLETTA CON OSPITI ( I, 2020) Di IVANO DE MATTEO 

Con MICHELA CESCON, MARCO GIALLINI , Massimiliano Gallo, Cristina Flutur. 
DRAMMATICO 
Profondo Veneto, dove le uve producono prosecco a fiumi, e i denari si muovono copiosi: la famiglia con il maggior peso nell'economia locale, dietro ad una facciata in cui tutto si svolge felice, si aiutano e si finanziano le iniziative del giovane parroco, in realtà è attraversata da vuoti, ipocrisie, segreti e fragilità non ammesse. In parallelo, si segue il corso delle vite della famiglia di rumeni che ha rapporti di lavoro con il clan abbiente. Finché una notte succede un fatto grave. Ritratto in chiaroscuro, con riflessi sempre più cupi a mano a mano che la storia si svolge, questo film, che presenta un cast ricco di nomi di spicco, da Michela Cescon moglie dai nervi a pezzi a Marco Giallini marito fedifrago e approfittatore ( qui però il bravo attore romano non è aiutato da una sceneggiatura che lascia sfocato il personaggio), da Massimiliano Gallo poliziotto fin troppo accondiscendente con i traffici della piccola comunità a Vinicio Marchioni, prete aitante avvezzo a far da spalla su cui piangere, e non solo, alle parrocchiane che vogliono farsi consolare, fino alla meno nota, ma interessante, Cristina Flutur. Ivano De Matteo, qua più convincente che nelle sue opere precedenti, dà vita ad un quadro di inumanità varia, nel quale le convenienze personali, associate alla viltà e al calcolo portano a una situazione in cui è difficilissimo definire chi sia il peggiore dei personaggi in scena. Menzione speciale per Gallo, che si conferma anche qui uno degli attori italiani di maggiore incisività di oggi. Il film, forse anche troppo breve, con qualche passaggio non benissimo definito, è comunque un atto di denuncia che merita visione.

lunedì 15 maggio 2023


 
GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 3 ( Guardians of the Galaxy, vol.3, USA 2023) 

DI JAMES GUNN 
Con  CHRIS PRATT, Zoe Saldana, Karen Gillan, Dave Bautista. 
FANTASCIENZA 
Atto terzo della saga più fantascientifica della Marvel, in cui Peter Quill e i suoi compari dei Guardiani della galassia si sono aggregati alla comunità di Knowhere, per trovare un po' di pace, dopo le epiche battaglie sostenute sia nei due capitoli precedenti, sia nel loro apporto alla guerra contro Thanos: ma la pace dura poco, per l'attacco di un personaggio ben conosciuto dai fans Marvel come il potente alieno dalla pelle dorata Adam Warlock, che ferisce gravemente Rocket Raccoon, il procione pistolero. E questo è solo l'innesco: nella corsa contro il tempo per salvare il componente dei Guardiani si avrà modo di conoscere la vera storia di Rocket, e si dipanerà il piano dell'Alto Evoluzionario, despota folle dall'ambizione spropositata e dalla crudeltà ancora più maiuscola. James Gunn, nel frattempo divenuto una personalità forte del mondo supereroistico cinematografico, chiude la sua trilogia sul gruppo apparentemente più sconclusionato del mondo Marvel con un film nel quale la sua impronta è molto forte, con pregi e difetti: si ride e si sorride, varie scene sono di forte impatto spettacolare, si viaggia spesso sul filo del grottesco- parodistico, e, su un piano emotivo, il rischio di impantanarsi nella melassa sussiste, ma ci si salva sempre con pagine realmente toccanti. Se Star Lord ritrova una rediviva Gamora che però non ha memoria alcuna della loro relazione ( ma si accenna a un nuovo impensabile idillio, che forse troverà sviluppo in futuro), è però la commovente storia di sofferenza, prigionia e conseguente rivolta di Rocket il vero cuore del film, con uno dei cattivi più odiosi del MCU. E, a differenza della similare chiave di utilizzare la parodia per incidere maggiormente sul pubblico e raccontargli temi gravi sotto forma scanzonata di Taika Waititi, a Gunn riesce di andare più in profondità, ricordandoci, all'interno di un meccanismo ad alto budget,  la dannazione di chi non conta nulla perché nato dalla parte sbagliata del mondo e viene sistematicamente condannato da chi detiene il Potere ad essere usato e spazzato via.

venerdì 12 maggio 2023


 
LA CODA DELLO SCORPIONE( I/ES, 1971) 

DI SERGIO MARTINO 
Con ANITA STRINDBERG, GEORGE HILTON , Alberto De Mendoza, Luigi Pistilli. 
THRILLER 
Rimasta vedova dopo la morte del marito pilota in un'incidente aereo, la signora Baumer si reca ad Atene per riscuotere l'assicurazione, piuttosto ingente, che il defunto consorte aveva stipulato sulla vita: ovviamente, la cospicua somma fa gola a un po' troppa gente, e qualcuno comincia a morire sotto la lama di in killer piuttosto agile e particolarmente accanito.  Tra i tantissimi thriller generati dall'affermazione di Dario Argento,  "La coda dello scorpione" fu uno dei primi ad uscire, nella tarda Estate del '71: rispetto ai moventi, mai per lucro, degli assassini del cinema del regista di "Tenebre", qui si va sul pratico, e appunto la cifra notevole del premio assicurativo innesca la spirale di omicidi. Come capita nei gialli più tradizionali, e anche più vecchio stile. Sergio Martino conduce con mestiere il racconto, senza dargli colpi d'ala, ma anche senza farlo scadere, per essere onesti. Si arriva ad un finale con la giusta dose di tensione, anche se non è esattamente imprevedibile: George Hilton, l'uruguaiano più a proprio agio nel nostro cinema, si presta con baldanza al gioco, e non sfigura, come controparte femminile, la fascinosa Anita Strindberg. Nulla di che, ma perlomeno diretto e fatto in maniera diligente.


 
JOHN WICK 4 ( John Wick 4- Chapter 4 USA 2023)  

DI CHAD STAHELSKY 
Con KEANU REEVES , Donnie Yen, Bill Skarsgard, Ian McShane. 
AZIONE 
Avevamo lasciato il super killer John Wick in condizioni non buone, precipitato da un piano alto dopo un tradimento, "ripescato" da Bowery King, dominatore del sottosuolo che gli dà una mano a rimettersi in sesto e compiere il suo ritorno sulla scena : c'è un nuovo, ambiziosissimo e particolarmente vile aspirante a guidare la Gran Tavola, organizzazione di assassini di cui Wick è uno dei campioni, e la nuova sfida ha inizio. Una cosa è certa: la serie tetragona di "John Wick" ha superato, per morti ammazzati, di gran lunga, saghe come quella di "Rambo" e altre similari. Qua si va oltre i centottanta, tra quelli trafitti, quelli presi a colpi di spada o crivellati, in mezzo di strada o in stanze segrete, vicino a Montmartre o vicino all'Arco di Trionfo. È uno strano oggetto, cinematograficamente parlando, questo quarto episodio, ma anche la saga tutta, perché mescola momenti non poco trash a citazioni cinefile non banali ( si veda, per esempio, la deejay nera che si rifà a quella dei "Guerrieri della notte"), con una dose di inverosimiglianze oltre il livello critico, naturalmente. Keanu Reeves, nel ruolo che lo ha rilanciato nello star-system dopo le altalenanti prove di "Matrix", si presta fisicamente a una pugnace foga da cui non desiste mai: fioccano intorno volti noti ai fans della saga, con l'aggiunta qui di Bill Skarsgard, già perverso Pennywise in "It". Ma la durata ipertrofica non giova al film, che, sì, scorre, ma si fa ripetitivo abbastanza alla svelta: e due ore e tre quarti di colpi mortali, pistolettate in faccia e lame che perforano sono una cosa abbastanza esagerata, anche per chi ama questo tipo di cinema tutto survoltato.

venerdì 5 maggio 2023



 IL SOL DELL'AVVENIRE (I/F, 2023) 

DI NANNI MORETTI 
Con NANNI MORETTI, MARGHERITA BUY , Silvio Orlando, Barbora Bobulova. 
COMMEDIA/DRAMMATICO 
Dopo un lavoro sentito come un'anomalia da diversi spettatori affezionati al suo cinema da decenni ormai, come "Tre piani", Nanni Moretti ha realizzato, solo due anni dopo, un film che somiglia di più a suoi titoli precedenti ( e non vuol dire più personale per forza): Giovanni è un regista che si appresta a girare un lungometraggio su una sezione del PCI che ospita un circo ungherese  nel '56, mentre a Budapest i russi invadono per reprimere la ribellione. Nel frattempo, la moglie, che sta producendo un film d'azione affidato ad un giovane regista tarantiniano d'ispirazione, gli annuncia che intende separarsi da lui. Moretti mette molto di sé stesso nel personaggio del regista che interpreta, nei rituali, nelle idiosincrasie, nelle riflessioni e nelle giocosità: Nanni non si fa problemi nel mostrare una troupe che intona collettivamente "Sono solo parole" di Noemi, o nel ballare con la stessa "Voglio vederti danzare", così come, nonostante il tono del film sia spesso ironico, non nasconde l'amarezza di uomo ed intellettuale nel non riconoscersi in un mondo reale, ma anche nell'ambiente cinematografico di oggi, su questioni importanti, come ad esempio l'estetizzazione della violenza. È un film per morettiani di lungo corso, ma anche per spettatori che non necessariamente lo siano, "Il sol dell'avvenire", sul bilancio, un po' segnato dalla malinconia, di un uomo che si guarda indietro e fa fatica a fare i conti con il presente, in un'era in cui la parola "futuro" è diventata un tabù, perché mette più inquietudine che speranza, come dovrebbe essere invece naturale. E nella parata finale di volti che hanno attraversato il suo cinema, con Moretti che la guida e chiude la pellicola con un saluto affettuoso quanto enigmatico, si potrebbe anche leggere, ma si spera di sbagliarsi, un congedo concreto.

mercoledì 3 maggio 2023


 
TRE PIANI ( I/F, 2021) 

DI NANNI MORETTI 
Con MARGHERITA BUY, RICCARDO SCAMARCIO, ALBA ROHRWACHER, Nanni Moretti. 
DRAMMATICO 
In una palazzina borghese di Roma, si incrociano le vite di più coinquilini: la coppia Elena Lietti- Riccardo Scamarcio lascia spesso la figlia di sette anni dalla coppia di anziani dello stesso pianerottolo, ma un episodio fa dubitare, soprattutto all'uomo, che la bimba possa non aver detto cosa sia successo davvero; il figlio della coppia di magistrati Margherita Buy - Nanni Moretti rientra ubriaco con l'automobile da una serata, investendo e uccidendo una donna a pochi metri da casa, e finendo per sfondare una parete della stessa palazzina dove abita; Alba Rohrwacher è incinta, e il marito Adriano Giannini lavora all'estero e viene quando può a trovarla. Gli eventi cambiano le vite dei personaggi in scena, li connettono e li allontanano, ognuno con i propri piccoli e grandi drammi, e alle prese con una realtà che può fare crescere o mostrare il lato peggiore delle persone. Per la prima volta non autore della sceneggiatura da cui un suo film è tratto, Nanni Moretti adatta un romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, ambientandolo nella sua Roma, e assegnandosi un ruolo, come attore, un passo indietro rispetto ai veri protagonisti Margherita Buy, Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher: accolto con alcune note tiepide da diversi recensori, nonostante un tributo di applausi entusiastici a Cannes 2021, ove è stato presentato, ha conosciuto anche da parte di diversi spettatori morettiani di lungo corso delle perplessità, visto che non vi riconoscevano il cinema dell'autore di "Bianca" e "Habemus Papam". In effetti, è un'opera anomala nella filmografia del regista, che però appare anche molto determinato a realizzare un discorso sulla mancanza di coscienza: ne sono sprovvisti, infatti, il padre narcisista di Scamarcio, che in teoria fa il leone e scivola più di una volta sul proprio egoismo, il marito "altrove" di Adriano Giannini che provvede economicamente al mantenimento della famiglia messa su, fa videochiamate ma risulta troppo assente per la donna fragile che ha sposato, e anche il padre senza perdono impersonato dallo stesso Moretti, per quante ragioni possa avere ad avercela con un figlio superficiale al punto da non mostrare il minimo pentimento o segno di disperazione per aver travolto una passante, ma pensa solo a come evitare la punizione del carcere. Ne emerge un'analisi dura e paqaoco clemente sul ruolo, oggi, degli uomini in una società che si scopre arretrata nella mentalità più di quanto non si penserebbe. Forse certi sarcasmi tipici dei suoi titoli precedenti ci mancano, ma è un film adulto e con un senso morale alto, che invita a riflessioni serie sulla facciata delle vite che si incrociano o sono anche al piano di sopra, ci sfiorano e talvolta si specchiano nelle nostre.

lunedì 1 maggio 2023


 
LA RAGAZZA DI STILLWATER ( Stillwater, USA 2022)

DI TOM MCCARTHY 
Con MATT DAMON, Abigail Breslin, Camille Cottin,   Lilou Saviaud. 
DRAMMATICO
Bill è un americano dell'Oklahoma che ha lavorato a lungo su piattaforme petrolifere, e da un po' si barcamena a fare lavori occasionali per mettere insieme il denaro necessario per una trasferta a Marsiglia, ove si reca appena può per brevi periodi: la sua unica figlia è detenuta nella città del Sud della Francia, accusata dell'omicidio della ragazza con cui aveva una relazione. Dimostrarne l'estraneità ai fatti è divenuta l'ossessione del protagonista: i rapporti con la discendente non sono affatto buoni, la ragazza porta rancore a un padre che ritiene degno di critiche pesanti. Ma gli rivela che forse, una conversazione captata in giro rivelerebbe chi ha veramente ucciso la ragazza francese: di fronte al rifiuto dell'avvocato di perorare la possibilità di scarcerazione della figlia su basi così friabili, Bill decide di effettuare una ricerca personale del possibile vero colpevole. Diretto da Tom McCarthy, che nel 2016 vide vincere l'Oscar come miglior film al suo "Spotlight", "La ragazza di Stillwater" è un film drammatico che arriva a rasentare il thriller, con una svolta che a noi italiani rammenterà "Un borghese piccolo piccolo", che sembra molto lontano, per stile di regia e conduzione del racconto, dal cinema americano mainstream che conosciamo: dialoghi punteggiati da pause, parsimonia nell'usare le musiche, un metodo di ripresa quasi documentaristico in alcuni passaggi. Senza arrivare ad essere un grande film, tuttavia è una pellicola costruita su una sceneggiatura corposa, con una conclusione piuttosto lontana dal congedare gli spettatori rincuorandoli, e questo è un merito: Matt Damon, appesantito e solido nella pervicacia del suo personaggio, la cui tendenza all'ottusità lo esime dall'agire bene, è un interprete convincente di un "redneck", membro della classe operaia statunitense attuale, con varie rabbie e rimpianti in corpo, si rimane meravigliati quando si scopre che la figlia è interpretata da Abigail Breslin, un tempo bimba prodigio di "Little miss Sunshine", e si fa apprezzare anche Camille Cottin nel ruolo della donna che si apre all'americano eppure così lontano da lei. Notevole lo sguardo su Marsiglia, di cui non fa certo una versione da cartolina, come troppe volte Hollywood si ostina a fare con le città d'Europa.

domenica 30 aprile 2023


 

ERA ORA ( I, 2023) 

DI ALESSANDRO ARONADIO 
Con EDOARDO LEO, Barbara Ronchi, Francesca Cavallin, Raz Degan. 
COMMEDIA 
Spesso si sente dire che gli anni, dopo i quaranta, volano via spediti, ma al protagonista di "Era ora" succede che non si rende nemmeno conto che in un battito di ciglia, uno sciacquarsi la faccia, un aprire una porta per realizzare che è passato troppo tempo dall'ultima volta che si è fermato. Remake di una commedia del 2021, "Long time short", comincia con l'incontro ad un Capodanno con Dante che per sbaglio bacia la futura moglie Alice invece della fidanzata del momento, e quando i due cominciano a mettere su famiglia, ecco che il tempo comincia a volare via al protagonista come sabbia che scivola tra le dita: quarta regia per Alessandro Aronadio, già sceneggiatore per diverse commedie, che ritrova Edoardo Leo, già nel ruolo principale del suo precedente "Io c'è", "Era ora" parte benino, strappa più di un sorriso, ma via via che il film procede, perde brillantezza e scivola nello stucchevole. Per sottolineare la necessità di dare la giusta importanza alle cose che più contano e non perderai dietro alla frenesia della corsa a tutto spiano per guadagnare, o per enfatizzare solo la concretezza del lavoro e degli impegni, questa commedia lo fa in modo fin troppo didascalico, e non le fa bene. Peraltro, spreca una coppia ben allestita come quella formata da Edoardo Leo, qui meno convincente che altrove, ma comunque simpatico e credibile, e Barbara Ronchi, finora vista più che altro in ruoli di contorno in varie fiction di successo.

sabato 29 aprile 2023


 
NON COSÌ VICINO ( A man called Otto, USA/SW 2023) 

DI MARC FORSTER

Con TOM HANKS, Mariana Trevino, Manuel Garcia-Rulfo, Mack Bayda

COMMEDIA/DRAMMATICO 

Ad un passo dalla pensione, Otto si può classificare come un uomo che solitamente non ama avere a che fare con il prossimo: con i colleghi se la dice poco, con il vicinato ha rapporti freddi, e disdice ogni utenza: il fatto è che l'uomo ha pianificato il suicidio. Però, complice una coppia di nuovi vicini di origine messicana, un gatto che nessuno vuol prendersi in casa e le sue doti di sagace "aggiustatutto", Otto diventa invece una figura di riferimento per le persone circostanti. Perché Otto forse le dirà in maniera burbera, sarà un rompiscatole, ma le cose le dice giuste: remake di un film svedese di poco tempo fa, "A man called Ove"(2015) è una commedia con pieghe drammatiche, che diventa uno dei film più nettamente schierati politicamente contro il trumpismo. Immigrati, trans, minoranze etniche, coloured, anziani, sono al centro di questa piccola storia di resistenza a un consumismo d'assalto, inquadrato nella immobiliare che punta a togliere le case per rivenderle e farci affari. Tom Hanks riveste i panni di un personaggio inizialmente ostico ( ma che ha fatto un percorso molto accidentato per arrivare ad essere così orso) che via via diventa qualcuno a cui affezionarsi, e il film, che ha anche il buon gusto di un finale amarognolo, risulta alla fine come il miglior titolo di un cineasta non sempre convincente fin qui come lo svizzero Marc Forster, già autore de "Il cacciatore di aquiloni" e del secondo Bond con Daniel Craig, "Quantum of solace". Senza pestare troppo sul pedale della facile commozione, anzi, con una certa sobrietà di fondo, la pellicola arriva a chiudersi senza sbrodolare nell'edificante forzato, e non è poco; conduce, in maniera pacata, una piccola battaglia contro il degenerare di una società che vede il riproliferare di antiche forme di ignoranza e intolleranza, e le mette cortesemente all'uscio.


mercoledì 26 aprile 2023


 
POLIZIOTTO PRIVATO: UN MESTIERE DIFFICILE ( The Amsterdam Kills, USA/HK 1977) 

Di ROBERT CLOUSE 

Con ROBERT MITCHUM, George Cheung, Leslie Nielsen, Bradford Dillman. 

AZIONE 

In realtà Harry Quinlan, americano residente ad Amsterdam, non è un private Eye, come il titolo italiano lo presenta, ma è un ex-poliziotto che ha prestato troppi piedi importanti: un anziano cinese che vorrebbe uscire dal grande giro del traffico di droga internazionale lo contatta affinché lo aiuti nel difficile intento, ed in cambio gli offre dei nomi da consegnare alla giustizia, ma, come è prassi nel cinema d'azione, andranno diverse cose per il verso storto. Diretto dal regista Robert Clouse, appassionato di cose orientali, che ha firmato il suo miglior lavoro, e più celebre, con "I tre dell'operazione Drago", "The Amsterdam Kills" è un B-movie poliziesco in cui l'azione non manca, così come le sparatorie e gli inseguimenti, e questo giustifica la sua visione agli aficionados dei film a ritmo alto. Magari, se si vuole sottilizzare, i dialoghi che vorrebbero essere seccamente ispirati a quelli dell'Hard boiled puro, sembrano più che altro banali e meccanici, la trama è discretamente prevedibile, e Mitchum, preso tra le due interpretazioni di Marlowe che furono un po' l'Estate di San Martino della sua carriera, sembra darsi da fare senza troppa convinzione, come nome di peso da presentare alle distribuzioni internazionali.