mercoledì 14 aprile 2021


CITY OF CRIME (21 bridges, USA 2019)
DI BRIAN KIRK
Con CHADWICK BOSEMAN, Sienna Miller, Stephan James, J. K. Simmons.
POLIZIESCO/AZIONE
Due rapinatori si infilano, di notte, in un ristorante, per rubare un carico di cocaina, ma ne trovano molta di più di quanto previsto: sul posto arrivano dei poliziotti per puro caso, ne nasce una sparatoria, alcuni agenti rimangono uccisi e comincia la caccia ai due. I "21 ponti" del titolo originale sono quelli che collegano Manhattan al resto della città di New York, e viene data infatti disposizione, nel film, di chiuderli per l'intera notte in cui si svolge il racconto, per cercare di catturare i due fuggiaschi: non è l'ultima interpretazione dello sfortunato Chadwick Boseman, bensì un thriller poliziesco dal budget piuttosto alto per aiutare il protagonista di "Black Panther" a farsi un nome al di fuori del mondo supereroistico. Congegnato in modo da creare la giusta suspence attorno ai colpi di scena che verso la fine vengono giocati ( non peregrini, ma non del tutto impossibili da intuire per gli appassionati di gialli...) il film ha una buona tenuta spettacolare, con un cast interessante, che comprende anche due nomi che solo una manciata di anni addietro sembravano dover brillare  a lungo come Sienna Miller e Taylor Kitsch, ed ora sono comprimari di lusso. Niente di particolarmente memorabile, ma un action che si fa seguire divertendo, con la buona intuizione di chiudere in un'alba decisiva ogni conto rimasto in sospeso. Venuto dalla direzione di svariati episodi di serie di successo quali "Il trono di spade", "Dexter" e "Luther", il regista nord-irlandese Brian Kirk pare possedere una visione discretamente cupa e amara, ed una discreta tecnica: staremo a vedere il prosieguo della sua carriera, ma questo è un primo passo abbastanza convincente.

 


HOTEL GAGARIN ( I, 2018)
DI SIMONE SPADA
Con LUCA ARGENTERO, GIUSEPPE BATTISTON, BARBORA BOBULOVA, CLAUDIO AMENDOLA.
COMMEDIA/DRAMMATICO
Esordio da regista a 45 anni per Simone Spada, già sceneggiatore e realizzatore di cortometraggi, "Hotel Gagarin" è una storia all'italiana ambientata quasi del tutto nel freddo d'Armenia: una troupe ultraimprovvisata, composta da non professionisti di cinema, parte per realizzare un film verso l'Est, usando attori locali. In realtà, dietro all'operazione, coordinata entusiasticamente quanto ingenuamente dall'insegnante di Storia Nicola, e organizzata dalla russa Valeria, abituata a combinare faccende poco chiare, c'è una truffa alla CEE ordita da un politicante e commissionata ad un truffaldino intrallazzone che per rimediare un pò di denaro briga in situazioni del genere. Imperniato su un ottimo spunto, con qualche tempo non del tutto fluido, affidato ad un cast di attori che risultano efficaci, il film è piacevole, con guizzi divertenti, e qualche nota più malinconica, ma se c'è un merito da riconoscere alla mano di Spada, il quale ha diretto anche episodi della serie tv "Rocco Schiavone", è che in quello gira infonde tanta umanità. E le scelte inaspettate di un paio di membri della sgangherata comitiva, sono dei risvolti che aumentano di interesse la storia, dando maggiore spessore ai personaggi.

 

venerdì 9 aprile 2021


2030- FUGA PER IL FUTURO
(The Humanity Bureau, CAN 2017)
DI ROB W. KING
Con NICOLAS CAGE, Sarah Lind, Vicellous Shannon, Hugh Dillon.
FANTASCIENZA/AZIONE
Corre il disastro sul clima che contribuiamo, tutti, a creare, e qui addirittura si immagina che a stretto giro, e cioè entro il 2030, la Terra sarà una palla di terra arida, senza più risorse acquifere, con una crudele selezione che vede messi molto male i più poveri e indifesi: i quali vengono raggiunti da una sorta di assistente sociale, che porta loro un'ingiunzione di sfratto verso un luogo designato da una frangia dello Stato, chiamata "The Humanity Bureau", che si occupa di ricollocare queste fette di popolazione, sempre più ampie. Come ogni buon esperto di fantascienza potrà intuire, la realtà dietro alla facciata ufficiale è ben più negativa: ed uno degli "assistenti" si appassiona alla vicenda di una giovane donna con un figlio preadolescente, ai quali egli stesso porta lo "sfratto", ostinandosi a disobbedire e, sempre più coinvolto, ad inimicarsi i suoi superiori, che scatenano una caccia ai tre. Produzione canadese che da noi arriva direttamente per il video, "2030- Fuga per il futuro" è un film di fantascienza realizzato con budget abbastanza palesemente basso, in cui il nome di Nicolas Cage, ormai sempre più votato a fare da star superata, ma pur sempre con una carriera che pesa e ha degli estimatori, nonostante abbia provato in molte salse a farla precipitare:l'assunto del film è anche interessante, ma una regia abbastanza banale, una recitazione generale volenterosa, ma poco coinvolgente, Cage sfoggia parrucche sempre più vistose, compromettono il risultato finale. Che, appunto, come si diceva sopra, visti tanti capitomboli della carriera dell'attore, è al di sopra di tanti svarioni ai quali ha scelto di prendere parte, però non riesce ad elevarsi al di sopra di una impegnata mediocrità di fondo. Il finale è emblematico e condensa quello che è il film: un messaggio anarcoide che, per vistosa ristrettezza non solo di mezzi, ma anche di mero senso cinematografico, non ha colpi d'ala e non riesce ad essere dirompente come avrebbe voluto.



UN PICCOLO FAVORE ( A little favor, USA 2018) 
DI PAUL FEIG
Con ANNA KENDRICK, BLAKE LIVELY, Henry Golding, Linda Cardellini.
GIALLO/COMMEDIA
Due donne giovani che hanno i figli che frequentano la stessa scuola fanno conoscenza, e diventano amiche, confidandosi cose molto personali: succede nella vita di tutti i giorni, e accade anche a Stephanie e Emily, l'una giovane vedova che gestisce un vlog di cucina molto seguito, l'altra moglie di un aspirante scrittore racconta i loro non semplici problemi finanziari. Ma, a volte, qualcuno racconta solo quel che  vuole far sapere di sé, o, ancora peggio, magari c'è molto di non vero in quel che si pensa di conoscere di un'amicizia che, appunto, non si rivelerà tale.... Paul Feig, specializzato ormai in racconti di donne, nei quali mette sempre dell'ironia a volte molto goliardica, gira in questa occasione un giallo con tonalità da commedia, qua e là sboccato e pruriginoso, che però, nonostante le premesse interessanti, ci mette poco a scoprir fin troppo le carte e giocarsi parecchia credibilità. Inoltre, a mano a mano che ci si avvicina allo scioglimento dei nodi, la storia accusa inciampi e incertezze che non lo aiutano a recuperare qualità: Anna Kendrick e Blake Lively, di per sé attrici valide, non trovano quasi mai la quadratura dei loro personaggi, soprattutto la seconda, e Feig, una volta di più, si rivela non del tutto all'altezza delle sue ambizioni di fustigatore degli schemi maschilisti di una certa società, e anche a livello di umorismo, siamo sulla grana grossa spesso e volentieri. 

 

giovedì 1 aprile 2021


FRAU MARLENE ( Le vieux fusil, F 1975)
DI ROBERT ENRICO
Con PHILIPPE NOIRET, Romy Schneider, Jean Bouise, Joachim Hansen.
DRAMMATICO
Il medico Julien, durante la II Guerra Mondiale, cura senza far differenza partigiani e collaborazionisti, in nome di un pacifismo sentito come dovere prima e natura poi: il conflitto infuria, nel 1944 i tedeschi cominciano a subire e si fanno più feroci, per questo il dottore, impegnato duramente a cercare di salvare vite, manda la moglie e la figlia nel castello di famiglia, in un paesino lontano dai grossi centri abitati. Orribilmente scoprirà, andato a visitarle, che sono appena state massacrate da una squadra di soldati germanici durante una ritirata, e che questi siano ancora occupanti il maniero: nell'uomo scatta una furia che lo porterà a sterminare, uno dopo l'altro, i carnefici delle sue amate. Philippe Noiret era scettico sul proprio personaggio, sebbene poi grazie a questa interpretazione vinse il César per il miglior attore protagonista nel '75, perchè lo preoccupava la giustificazione della vendicatività dell'uomo, all'epoca argomento tanto di moda quanto oggetto di polemiche e facilmente accusato di "fascismo": ispirato ad una storia purtroppo vera, la carneficina ad opera dei nazisti del piccolo paese di Oradour-Sur-Glane, che costò la vita di oltre seicento innocenti, il film di Robert Enrico appare non tanto come un'esaltazione della "revanche", ma più la drammatica sete di giustizia di un uomo armato solo della propria intelligenza e di un fucile da caccia. Costruito tra la coinvolgente strategia del medico vendicatore e i continui rimandi alla storia d'amore con la bellissima moglie, finita dapprima violentata dalla soldataglia e poi arsa viva con un lanciafiamme, il film appassiona e viene scandito in un arco breve, tra passaggi segreti, spazi che diventano trappole mortali e istinto di sopravvivenza a bilanciare il furore distruttivo. Bravissimo nel rendere credibile un uomo perbene che diventa un predatore lucidamente furibondo, Noiret appare degno sia del Cèsar vinto, che del David di Donatello ottenuto sempre per questa prova: toccante lo sguardo sperso del suo personaggio, nel finale, a cercare nella memoria la pace perduta.

 


I POLIZIOTTI DI RISERVA ( The other guys, USA 2010)
DI ADAM MCKAY
Con WILL FERRELL, MARK WAHLBERG, Eva Mendes, Lindsay Lohan.
AZIONE/COMMEDIA
Nella primua scena si assiste ad un indiavolato, esagerato, inseguimento con sparatoria devastante, ma i due protagonisti veri non sono Samuel L. Jackson e Dwayne Johnson che, appunto, affrontano tale sequenza di fuoco, anche perché muoiono di lì a poco: al centro di questa commedia action sono invece due piedipiatti che con la strada c'entrano poco o niente, Gamble ( Will Ferrell) e Holtz ( Mark Wahlberg), l'uno addetto alla revisione di conti, l'altro un vero "cop" che però è troppo iroso, e ha sparato un colpo di pistola di troppo. I due si ritrovano, impensabilmente, a rimpiazzare le due star del dipartimento dopo la loro uscita di scena, e dovranno tirar fuori risorse inaspettate..... Il difetto maggiore de "I poliziotti di riserva" è la sua non risoluzione: per essere una parodia demenziale usa riferimenti fin troppo colti, o un umorismo addirittura troppo cerebrale, mentre, per essere una commedia raffinata, spesso sbraca in eccesso. La coppia Ferrell-Wahlberg funziona a fasi alterne, anche se è gustoso che il primo risulti irresistibile alle donne, e il secondo sbavi per la consorte dell'alto, un'abbagliante Eva Mendes; di buon livello le scene d'azione, anche se, come si diceva, spesso sono portate al parossismo, apprezzabile l'autoironia del cast. Ma se l'intenzione era realizzare un futuro classico del parodistico, non si ride abbastanza per questo.

 


AMORE E ALTRI RIMEDI ( Love & other drugs, USA 2010)
DI EDWARD ZWICK
Con JAKE GYLLENHAAL, ANNE HATHAWAY, Josh Gad, Hank Hazaria.
COMMEDIA/DRAMMATICO
Di famiglia benestante, il trentenne e qualcosa Jamie lo conosciamo commesso di un negozio di elettronica, licenziato in tronco perché beccato a farsela con la moglie del capo: consigliato dal fratello, immaturo e sessuomane, il protagonista si butta nel commercio di farmaci come rappresentante, e durante una visita ad un medico, ha modo di conoscere una giovane e bella paziente affetta dal morbo di Parkinson. I due si conoscono, lei specifica che preferisce che lui sia una canaglia, e di evitare di innamorarsi, ma si sa come vanno queste cose... Commedia sentimentale che parte divertendo e sterza da un certo punto in poi verso l'intenerito, "Amore e altri rimedi" conferma che il regista Edward Zwick, spesso alle prese con budget da kolossal e star da gestire, non è proprio in piena sintonia con i tempi della commedia classica, seppure qualche sorriso il film lo strappi: meglio condotto appare quando si scivola progressivamente verso la lacrima e lo scioglimento del racconto. Il cast a disposizione è di buon livello: belli e affascinanti, Jake Gyllenhaal e Anne Hathaway si svestono e si rivestono spesso, dando verve ai loro innamorati recalcitranti, e Josh Gad si accolla il ruolo più ingrato, quello del fratello bulimico di tutto, e irrisolto. Peccato per lo spreco di due volti della Hollywood classica anni Settanta come George Segal, appena scomparso, e Jill Clayburgh, ai quali è concessa appena una scena verso l'inizio del film. Avere due interpreti così ingaggiati, e dar loro così poco spazio è assurdo.