sabato 4 novembre 2023


 
C'È ANCORA DOMANI ( I, 2023) 

Di PAOLA CORTELLESI

Con PAOLA CORTELLESI, VALERIO MASTANDREA , Romana Maggiora , Giorgio Colangeli

COMMEDIA/DRAMMATICO 

È sicuramente una buona cosa che un esordio, girato  in un bianco e nero che omaggia la tradizione neorealista, stia facendo begli incassi, con tanto di file fuori dai cinema, come non si vedevano da tempo: "C'è ancora domani" è la prima volta di Paola Cortellesi dietro alla macchina da presa, e l'attrice, ora neoregista, ha scelto un tema quale la condizione di tante donne appena finita la II Guerra mondiale, con l'importante svolta, finalmente, del voto per le donne  che incombe. La Delia cui dà volto la stessa neoregista è abitualmente vessata da un marito ignorante e avvezzo a passare alle maniere forti, vive in una condizione di miseria, con suocero infermo, tre figli, con la più grande prossima a fidanzarsi con un giovane che fa parte di una famiglia piccolo borghese, la quale, gestendo un bar in quel periodo, viene vista un po' come rappresentante di una classe signorile. Del film si apprezza l' ambientazione, quello sguardo su una Roma marginale e rionale, ma, di fronte a tanto entusiasmo anche critico verso questa pellicola, qualche perplessità si può provare: prima di tutto, stranamente, visto che chi dirige è un' attrice, a parte Giorgio Colangeli in un riuscito ruolo da vecchia canaglia, gli interpreti non rendono come potrebbero, soprattutto la Cortellesi stessa e Mastandrea, altrove ammirevoli, qui piuttosto tendenti ad una recitazione monocorde; molto viene abbozzato, e non approfondito ( vogliamo citate il soldato nero della MP che aiuta in un frangente, abbastanza arbitrario del resto, la protagonista? Come fanno a spiegarsi su una cosa così rischiosa due persone che non parlano una la lingua dell' altro, per dirne una?), qualche inserto musicale sa un po' di forzato, tipo il motivo rap sulla fuga verso le urne, o la canzone di Daniele Silvestri, che su uno sfondo del 1946 stanno come un pezzo degli AC/DC su una battaglia medievale. Per quanto apprezzabile l'intento finale della pellicola, il film, come commedia puntuta, ha momenti gustosi in due scene, quella del pranzo di fidanzamento e della veglia funebre, in cui abbondano situazioni e battute nelle quali si ritrovano echi del cinema di Ettore Scola, uno che la commedia mordace l'ha saputa fare eccome: però viene da pensare che probabilmente, il prossimo film diretto dalla Cortellesi, potrà essere ancora meglio, e non più che altro corredato da tanta buona intenzione, e nel concreto un po' approssimativo.

mercoledì 1 novembre 2023



 IO CAPITANO (I, 2023) 

DI MATTEO GARRONE 

Con SEYDOU SARR, Ibrahima, Oumar Diaw.


DRAMMATICO 

Il viaggio dal Senegal alle coste italiane per un ragazzo poco più che sedicenne, che si tramuta da un'avventura da condividere assieme all'affezionato cugino, per coronare il sogno di diventare musicisti di successo in Europa, a un'odissea vera e propria, con molti momenti fortemente drammatici: il film che Matteo Garrone ha voluto girare dopo il forte successo del suo "Pinocchio" è un racconto completamente sottotitolato, dato che i personaggi parlano francese o il wolof, lingua che proviene dal Sudan, su un argomento spinoso quanto urgente. Un tempo si sarebbe detto, per un tema così all'ordine del giorno è destinato ad essere divisivo, a seconda della logica di chi guarda, che fosse "necessario". E a ragione. Perché quel che fa Garrone è narrare il destino di tanti che dapprima consegnano a chi campa sulla loro fuga ogni risparmio, attraversano il deserto, a volte non superandolo, cadono prede di sequestratori corrotti e spesso feroci, per poi giungere verso lo sbocco al mare per imbarcarsi su mezzi di fortuna: i più cinici tra gli spettatori potrebbero chiedersi cosa non si sapesse che il film si prende la briga di raccontare. E, invece, proprio questa è la forza di "Io capitano", il mostrare quanto umanamente sia complesso il solo riuscire a salire su uno scafo ed intraprendere un viaggio fortunoso quanto a rischio: il giovanissimo protagonista, dà dimostrazione di buon cuore e coraggio, preoccupandosi sempre dell'altrui sorte, nonostante già la sua, a più riprese, stia per portarlo alla rovina o alla morte. È un film toccante, per quanto sobrio, con una progressione verso l'avventuroso tragitto per mare nel quale chi commercia sulla pelle di questi disgraziati affida ad un ragazzo la guida di una barca, il cui approdo o affondamento, non li interessa veramente: Garrone fa entrare anche uno spunto fiabesco, che rappresenta le fughe mentali del giovane protagonista di fronte alla realtà, quando si fa talmente dura da essere quasi insostenibile. Significativa la buona affermazione commerciale di una pellicola che, sia per l'argomento trattato, che per il fatto di presentarsi interamente sottotitolata, avrebbe potuto essere snobbata dal grande pubblico: e invece ha riscosso un forte interesse.