mercoledì 1 novembre 2023



 IO CAPITANO (I, 2023) 

DI MATTEO GARRONE 

Con SEYDOU SARR, Ibrahima, Oumar Diaw.


DRAMMATICO 

Il viaggio dal Senegal alle coste italiane per un ragazzo poco più che sedicenne, che si tramuta da un'avventura da condividere assieme all'affezionato cugino, per coronare il sogno di diventare musicisti di successo in Europa, a un'odissea vera e propria, con molti momenti fortemente drammatici: il film che Matteo Garrone ha voluto girare dopo il forte successo del suo "Pinocchio" è un racconto completamente sottotitolato, dato che i personaggi parlano francese o il wolof, lingua che proviene dal Sudan, su un argomento spinoso quanto urgente. Un tempo si sarebbe detto, per un tema così all'ordine del giorno è destinato ad essere divisivo, a seconda della logica di chi guarda, che fosse "necessario". E a ragione. Perché quel che fa Garrone è narrare il destino di tanti che dapprima consegnano a chi campa sulla loro fuga ogni risparmio, attraversano il deserto, a volte non superandolo, cadono prede di sequestratori corrotti e spesso feroci, per poi giungere verso lo sbocco al mare per imbarcarsi su mezzi di fortuna: i più cinici tra gli spettatori potrebbero chiedersi cosa non si sapesse che il film si prende la briga di raccontare. E, invece, proprio questa è la forza di "Io capitano", il mostrare quanto umanamente sia complesso il solo riuscire a salire su uno scafo ed intraprendere un viaggio fortunoso quanto a rischio: il giovanissimo protagonista, dà dimostrazione di buon cuore e coraggio, preoccupandosi sempre dell'altrui sorte, nonostante già la sua, a più riprese, stia per portarlo alla rovina o alla morte. È un film toccante, per quanto sobrio, con una progressione verso l'avventuroso tragitto per mare nel quale chi commercia sulla pelle di questi disgraziati affida ad un ragazzo la guida di una barca, il cui approdo o affondamento, non li interessa veramente: Garrone fa entrare anche uno spunto fiabesco, che rappresenta le fughe mentali del giovane protagonista di fronte alla realtà, quando si fa talmente dura da essere quasi insostenibile. Significativa la buona affermazione commerciale di una pellicola che, sia per l'argomento trattato, che per il fatto di presentarsi interamente sottotitolata, avrebbe potuto essere snobbata dal grande pubblico: e invece ha riscosso un forte interesse.



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