mercoledì 16 agosto 2017

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TUTTO QUELLO CHE VUOI ( I, 2017)
DI FRANCESCO BRUNI
Con GIULIANO MONTALDO, ANDREA CARPENZANO, Donatella Finocchiaro, Arturo Bruni.
COMMEDIA
Alessandro, ventiduenne di Trastevere, passa le giornate con tre amici perdigiorno come lui, tra le sfide alla Play Station, intrallazzi da ragazzi di quartiere e progetti per "svoltare" e far soldi facili e veloci: dopo essere stato fermato dai Carabinieri, il padre gli trova un lavoretto, far compagnia ad un anziano poeta affetto dall'Alzheimer, benestante e distinto. All'inizio, è chiaro, tra i due le cose non sono semplici, ma l'affabilità gioviale del vecchio signore e un mistero che egli custodisce tra i rovi della propria sfasatura mentale, renderanno sempre più stretto il loro rapporto. Al terzo film, dopo l'esordio scoppiettante di "Scialla", e il secondo "Noi 4", che destò più perplessità che altro, Francesco Bruni ha realizzato un lavoro che gli fa fare un gran passo avanti: ispirato dal romanzo "Poco più di niente", il lungometraggio è una commedia spesso divertente, ma venata dall'asprezza del crepuscolo e dall'offuscamento della mente del coprotagonista più anziano. E' anche un convinto apologo sulla forza della gentilezza d'animo, che si insinua come una radice sotto pelle e porta anche un "giovane d'oggi" che intrattiene rapporti di sfuggita con la bella madre di uno dei suoi amici, apostrofa la ragazza che gli piace con un "Oh!", e come i suoi amici, non sa in che anno finì la II Guerra mondiale, ad abbassare la corazza e ad apprezzare quello che ha. Caratterizzato da un'interpretazione di gran classe di Giuliano Montaldo, questa volta davanti e non dietro alla macchina da presa, una prova maiuscola che miscela umorismo, pacatezza e garbata vitalità, trova anche la maniera di sfruttare l'energia dei ragazzi raccontati dal soggetto ( attenzione a Andrea Carpenzano, già visto ne "Il permesso", faccia simpatica e verve giusta), e sottolineare la sensualità mediterranea di un'affascinante Donatella Finocchiaro. Un film che ha il merito, non da poco, di mandare a casa lo spettatore con un appagante sorriso, e rammentargli, come dice l'anziano poeta, che "non ci si abitua mai alla bellezza delle cose".

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