mercoledì 9 agosto 2017

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CIVILTA' PERDUTA ( The lost city of Z, USA 2016)
DI JAMES GRAY
Con CHARLIE HUNNAM, Robert Pattinson, Sienna Miller, Tom Holland.
BIOGRAFICO/DRAMMATICO/AVVENTURA
Alla ricerca di una città sperduta nella Foresta Amazzonica, dall'Inghilterra attraverso fiumi e foreste, a più riprese: la storia dell'esploratore Percy Fawcett, che dalle ambizioni militari passa, per far avere a sè ed alla propria nascente famiglia un salto di condizione di classe, ad un incarico assegnatogli dall'istituto nazionale britannico di cartografia per documentarsi sui confini del Mato Grosso. La missione diventerà un ossessione per l'uomo, che sacrifica tutto, anni, fatiche, rischi e rapporti, per arrivare a trovare tracce di un sito secondo lui esistente, ma che in molti mettono in dubbio. Passato per diversi attori, dato che prima Brad Pitt poi Dominic Cumberbatch si sono sfilati dal progetto ( Pitt è rimasto comunque come produttore), il ruolo del realmente esistito Fawcett è rivestito dal lanciato Charlie Hunnam con aderenza e passione nell'evidenziarne la determinazione, il senso di rivalsa, ed il gusto della scoperta, che arrivano fino ai confini della scelleratezza, per giungere all'obiettivo prefisso. Del buon cast di contorno, giusto menzionare un bravo Robert Pattinson, che sta diventando un attore piuttosto affidabile, lontano dai pallori di "Twilight". Se al film di James Gray si possono imputare un minutaggio fin troppo esteso ( due ore e venti di proiezione, nella seconda parte si fanno un pò sentire) e una sceneggiatura fin troppo ellittica, che più di una volta dà la sensazione di passaggi troppo repentini tra i fatti narrati, c'è anche da dire che "Civiltà perduta" è un film avventuroso come non se ne fanno più: il rimando più immediato è quello con "Aguirre, furore di Dio", ma il conquistador impersonato da Klaus Kinski, nella sua tragica follia violenta, era un personaggio negativo, mentre Percy Fawcett è un uomo che si prende sulle spalle oneri fin troppo grevi, e che spende una vita in un viaggio eterno, trascurando la propria dimensione "normale" e trascinando nel proprio tormento anche altri congiunti. Gray mostra un'avventura che solca le acque verdastre dei fiumi, si inoltra nella verde e pericolosa fascinazione della jungla, allestendo un lungometraggio ricco, con pagine di cinema di serie A. Peccato che una fin troppo esibita magniloquenza gli abbia preso la mano, perchè con mezz'ora di meno poteva essere un film ancora più riuscito.

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