mercoledì 19 maggio 2021


A BEAUTIFUL DAY- You were never really here 
( You were never really here, USA 2017)
DI  LYNNE RAMSAY
Con RIVER PHOENIX, Ekaterina Samsonov, John Doman, Alessandro Nivola.
THRILLER/DRAMMATICO
Armato di martello, il reduce di guerra Joe fa da vigilante prezzolato per un'agenzia segreta che recupera giovani donne rapite per essere immesse nel giro della prostituzione: vive con l'anziana madre che per scherzo finge di essere morta, per tirarlo su di morale. Il protagonista e la genitrice sono scampati ad un padre violento che li ha vessati per anni, e quando Joe riceve un nuovo incarico, riguarda una ragazzina, figlia di un senatore, che, a quanto si sa, è diventata una baby prostituta: il giustiziere irrompe nel bordello dove la giovanissima viene tenuta segregata, e uccide diversi tra papponi e clienti, liberandola. Ma non è finita, perchè qualcuno molto potente ha una trama da svolgere. Non è, come lo ha battezzato qualche recensore ( ed è scritto sul manifesto italiano) "il Taxi Driver del 21° secolo": il film di Scorsese giungeva tra i primi a raccontare il disagio dei giovani reduci dal conflitto in Vietnam, e oltre a raccontare il disagio crescente di Travis Bickle, forniva una chiave di un sarcasmo velenoso nel riproporre un genere che andava per la maggiore, quello del cittadino che si faceva giustizia da sè. Il film di Lynne Ramsay racconta di un incrocio di vite spezzate, con colui che è più adulto che si sente di continuo spinto a finirla lì, e invece il peso della responsabilità gli farà compiere un'inversione totale, portandolo, forse, a raggiungere un senso di sè. Nonostante i soli ottantacinque minuti di durata, il film non ha un passo velocissimo, e più che altro, non possiede il crescendo del classico scorsesiano a cui in qualche modo si rimanda nella struttura: molto bravo Phoenix, forse il miglior attore contemporaneo ad esprimere al meglio la fragilità di menti in frantumi, che trovano nel proprio io una forza inaspettata. Ma non facciamo paragoni forzati.

 

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