venerdì 10 marzo 2017

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PASSENGERS ( Passengers, USA 2016)
DI MORTEN TYLDUM 
Con JENNIFER LAWRENCE, CHRIS PRATT, Laurence Fishburne, Michael Sheen.
FANTASCIENZA
Uscita kolossal di inizio anno, con dispiegamento di mezzi notevole, per quanto riguarda scenografie e allestimento, con due giovani star che probabilmente campeggeranno sui manifesti per ancora molti anni a venire, "Passengers" narra un viaggio futuro, verso una colonia terrestre verso la quale occorrono novant'anni per raggiungerla: disgrazia vuole che uno dei passeggeri si risvegli dal sonno criogenico indotto per un mal funzionamento, e dopo un anno circa di isolamento forzato, e come unica compagnia un barman-robot, si incapricci di un'altra viaggiatrice, e la stacchi dall'ibernazione. Novelli Adamo ed Eva, i due si innamorano, con lei inconsapevole del ruolo del compagno di viaggio, ma la scoperta della verità cambierà le cose. Se si guarda, appunto, all'impegno produttivo, a "Passengers" non c'è da imputare certo nè trasandatezza, nè mancanza di spettacolarità ( la scena della massa d'acqua in assenza di gravità è di ottimo livello), interessante la citazione ironica da "Shining" con Pratt che dialoga con Sheen-robot come Jack Torrance e Lloyd; ma su un piano narrativo, il racconto scivola sempre di più verso una prevedibilità, ed un dejà vu indolenti, con un'ultima parte che sfida ogni logica, pur di trovare per forza un happy end deludente e bugiardi. Tra Jennifer Lawrence e Chris Pratt, la più convincente è lei, perchè lui funziona finchè la butta sullo spavaldo, ma quando deve assumere il lato drammatico del personaggio, per ora non funziona proprio: e notare la marchettona conclusiva, a sorpresa, di uno che una volta fu un divo, ed appare giusto in due inquadrature. Se fiaba spaziale e d'amore voleva essere, il film del norvegese Morten Tyldum ( sarà un gioco di parole, ma che regia smorta...) non centra mai il bersaglio dell'incantamento dello spettatore, essenziale per fargli credere l'inverosimile.

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