sabato 9 aprile 2016


CALVARIO ( Calvary, IRE/GB 2014)
DI JOHN MICHAEL MCDONAGH
Con BRENDAN GLEESON, Kelly O'Reilly, Aidan Gillen, Chris O'Dowd.
DRAMMATICO
Nell'avvio, in confessionale padre James raccoglie il progetto di un omicidio, da parte di una voce, che però lo riguarda: in quanto vittima di preti pedofili, da bambino, l'uomo senza volto gli annuncia che ha deciso che pagherà un innocente, quindi lui, entro una settimana. La premessa, che rammenta "Io confesso" di Hitchcock, è seguita dallo svolgersi di giorni in cui il protagonista, sacerdote di una comunità in cui rancore, invidia e scelleratezza covano appena sotto la superficie, è combattuto tra il reagire da uomo di Chiesa o da laico: ha preso i voti non giovanissimo, infatti è stato sposato, ha avuto una figlia ed è rimasto vedovo, è stato alcolista, ma nel quadro umano che ci viene presentato nel lungometraggio di McDonagh, è davvero il meglio che l'umanità visibile può offrire. Più che un racconto con morale mistica, "Calvario" è una storia in cui si accusa chi della propria vita non sa che farsene, la sperpera o non si sforza di fare un minimo gesto di umanità. Che Brendan Gleeson sia un attore straordinario, è assodato, e va notata la mancanza d'enfasi, la semplicità di cui riveste un personaggio che ha pietà per chiunque, a partire da se stesso, ma non si affida ad alcuna retorica: è la seconda collaborazione con il regista, che sotto il livido cielo irlandese mette insieme un corredo di tipi e personalità che non meritano assoluzione, anche perchè sfoderano una cattiveria di fondo, e un'ostilità facile, unita alla vigliaccheria, da non suscitare alcuna simpatia. Un film dolente, e lucidamente pessimista, senza filtri, onesto, e meno greve di una predica.

Nessun commento:

Posta un commento