sabato 9 novembre 2019

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THE BUTTERFLY ROOM- La stanza delle farfalle
( The Butterfly room, I/USA 2012)
DI GIONATA ZARANTONELLO
Con BARBARA STEELE, Ellery Sprayberry, Heather Langenkamp, Ray Wise.
THRILLER
L'anziana e ben tenuta signora Ann coltiva con la bimba Alice un'amicizia molto stretta, quasi un rapporto madre/figlia, dato che la vera mamma della piccola non è proprio un personaggio raccomandabilissimo, visto che "noleggia" come figlia di comodo la ragazzina. Il problema è che la matura e raffinata Ann, oltre a possedere una collezione di farfalle molto ampia, ha qualcosa che non va nella mente, e comincia ad uccidere con una certa destrezza diverse persone, utilizzando, più o meno, i metodi usati per raccogliere i lepidotteri. Dal proprio romanzo "Alice dalle 4 alle 5", Gionata Zarantonello, vicentino probabilmente cresciuto con il culto dell'horror, ha tratto un thriller di ambientazione americana, che, consapevolmente cinefilo, mette in scena diversi volti assai conosciuti dagli appassionati: dalla protagonista Barbara Steele, in gioventù eroina dark di Mario Bava ed altri registi specializzati nel far paura, alla Heather Langenkamp del primo e terzo "Nightmare", ed altri ancora. "The Butterfly room" procede in maniera abbastanza prevedibile nel mostrare l'escalation nella follia del personaggio principale, cui la Steele fornisce sinistri sguardi e freddezza nel compiere delitti feroci ( quello della madre della bambina è particolarmente crudele, nella sua goffa verosimiglianza), e bisogna riconoscere al regista almeno un paio di sequenze piuttosto inquietanti: il finale, che vede come da canone del genere uno showdown che fa esplodere del tutto la pazzia della killer, non convince del tutto, e sa di forzato. Pure l'ultima scena, che vorrebbe riaumentare i brividi accennando al fatto che forse gli orrori non sono finiti, è un passo conosciuto. Peccato, perchè Zarantonello, pur nel ripristino del genere puro, ci sa fare sia con la conduzione degli attori, sia nella gestione della suspence, per quanto appunto non ci siano veri e propri colpi di scena. 

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