lunedì 22 luglio 2019

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PASSIONE D'AMORE (I/F, 1981)
DI ETTORE SCOLA
Con BERNARD GIRAUDEAU, VALERIA D'OBICI, Laura Antonelli, Jean-Louis Trintignant.
DRAMMATICO
Il prestante capitano di cavalleria Giorgio Bacchetti, di ritorno dalla campagna di Crimea, intraprende una relazione gioiosa con una donna sposata, molto bella, che gli rende il piacere di vivere dopo le brutture dei combattimenti, ma viene spostato in un piccolo centro su alla frontiera piemontese, e di lui si invaghisce disperatamente la cugina del comandante della guarnigione, Fosca, che è una donna fragilissima, tendente alla depressione, ipersensibile, e di una bruttezza consistente, oltre che dall'ardua gestione caratteriale. Per quanto l'uomo respinga gli atteggiamenti da innamorata persa della donna, rimarrà lentamente coinvolto in una sorta di trasporto per lei, con conseguenze molto drammatiche... Tratto da un romanzo di un autore oggi dimenticato, Iginio Ugo Tarchetti, "Passione d'amore" fu un film anomalo nell'opera di Ettore Scola, incastrato tra il successo di "Una giornata particolare", e l'effetto-discussione che suscitò un titolo più politico, e che in qualche modo faceva il punto della situazione come "La terrazza". Mèlò senza ritegno, sia nell'impostazione, che nell'espressione dei personaggi e del racconto, più che d'amore parla di ossessioni, e se, curiosamente, per un film diretto dall'autore di "Maccheroni" e "C'eravamo tanto amati", i personaggi risultano ben poco sfaccettati, e dati una volta per tutte, a mano a mano che il racconto procede, sale la sensazione di assistere ad un'operazione in cui le cose non sono andate come nelle intenzioni, e che, soprattutto, poco abbia questo film a che vedere con il resto del lavoro del regista irpino. Calligrafico nella messa in scena, prevedibile negli sviluppi drammaturgici, non fa emergere sentimento, di cui dovrebbe invece essere intriso: e se Giraudeau non rende i tormenti di cui il protagonista dovrebbe essere consunto, la D'Obici, al ruolo della carriera, soffre i tanti spigoli del personaggio, e non trasmette motivazione alcuna allo spettatore per comprendere come ci si possa affezionare a un essere tanto scostante.

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