martedì 25 settembre 2018

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GOTTI- Il primo padrino ( Gotti: In the shadow of my father, USA 2018)
DI KEVIN CONNOLLY
Con JOHN TRAVOLTA, Stacy Keach, Pruitt Taylor-Vince, Spencer LoFranco.
DRAMMATICO/BIOGRAFICO
Da anni rimandato, con diversi nomi scorsi ipoteticamente sia davanti (Sylvester Stallone) che davanti ( Nick Cassavetes e Joe Johnson) alla macchina da presa, arriva il film sul boss di Cosa Nostra John Gotti; pare che siano stati dei membri della famiglia del "Padrino" a indicare John Travolta come il più credibile delle star hollywoodiane ad impersonare il capomafia, e la regia è stata rilevata da Kevin Connolly, ex-attore alla  terza regia. Dal 1973 al 2002, trent'anni di epopea malavitosa seguendo la carriera di Gotti dalla manovalanza come killer al trono di capoclan, via numerosi omicidi e atti violenti, regolamenti di conti e sfide interne alle Famiglie mafiose, fino al carcere e alla malattia che spensero il gangster più famoso della fine del Novecento. Se la regia di Connolly inanella molte scene che sanno di dejà vu, con abbracci imperiosi tra accoliti a Cosa Nostra, spari alle spalle, frasi solenni e tradimenti assortiti, estetizzando quanto possibile le riprese, la sceneggiatura procede per accumulo, senza dare una vera struttura all'andirivieni tra passato remoto e passato prossimo, oltre tutto piazzando in apertura, ed in chiusura, un Gotti che ammica al pubblico sornione del tutto fuori luogo in un contesto del genere. Se John Travolta riveste con enfasi un ruolo non semplice e quando non si lascia andare troppo a smorfie esagerate, ogni tanto lascia intravedere il buon attore che sa essere se ben diretto, la recitazione di tutti gli altri è sovraccarica: in più, considerando la tragedia personale che accomuna la coppia John Travolta-Kelly Preston ( che dà un'esagitata versione della moglie del mafioso) ai coniugi Gotti, con la perdita di un figlio, affiora qualcosa di morboso che era molto meglio non far emergere. E il finale, con la "gente comune" che inneggia al boss ricordando come sapesse far andar meglio le cose nella comunità, è una specie di  propaganda alla mafia "vecchio stile" di cui si faceva a meno volentieri.

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