domenica 29 luglio 2018

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ROBA DA RICCHI ( I, 1987)
DI SERGIO CORBUCCI
Con PAOLO VILLAGGIO, LINO BANFI, RENATO POZZETTO, SERENA GRANDI.
COMMEDIA
Crepuscolo del film a episodi, in cui alcuni dei comici più in auge all'epoca della realizzazione, prendevano parte, ognuno con un segmento che li vedeva protagonisti, con un tema che accomuna tutti i capitoli: si tratta di chi fa la bella vita, e quel che vi ruota intorno. C'è Lino Banfi, imprenditore delle orecchiette pugliesi, che si sollazza sull'aereo privato con ganze giovani, che scopre che la bellissima moglie Laura Antonelli è caduta preda di un'infatuazione per un trucido menestrello, e cerca di scongiurare che la donna capitoli nelle braccia del tizio; Paolo Villaggio, assicuratore imbranato, che viene avvicinato dalla procace Serena Grandi, e coinvolto in un piano per eliminare il di lei marito riccastro Maurizio Micheli, ma le cose non stanno esattamente come presentate dalla donna all'agente assicurativo; e Renato Pozzetto, prete che si scopre identico all'uomo degli incubi della principessa Francesca Dellera, che per superare il trauma deve conoscere colui che la terrorizza nella notte e attenta alla sua virtù. Diretto senza brio da Sergio Corbucci, che, solitamente, girava cose un pò migliori del fratello Bruno, e comunque i Corbucci, per i produttori, garantivano sempre un discreto ritorno commerciale, "Roba da ricchi" è una scontatissima, fiacca, insulsa commedia divisa in tre, di cui l'episodio con Banfi è appena superiore agli altri per via del canovaccio, e del mestiere che ci mette l'attore pugliese. Ma se voleva essere una parodia del noir sia con la parte con Villaggio/Grandi (con un noioso Micheli) che con quella con Pozzetto/Dellera (forse quella recitata peggio da tutti), risulta uggiosa fino allo sbadiglio perpetuo...

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