domenica 29 luglio 2018

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CHI L'HA VISTA MORIRE? ( I/D, 1972)
DI ALDO LADO
Con GEORGE LAZENBY, Anita Strindberg, Adolfo Celi, Nicoletta Elmi.
THRILLER
Perchè una donna che misteriosamente si reca con scarpe con i tacchi, guanti e un capello con veletta in un bosco vicino a Ginevra, uccide a colpi di pietra una bambina ? E perchè quattro anni dopo, a Venezia, la stessa donna segue con intenti probabilmente malvagi un'altra bambina dai capelli rossi, figlia di uno scultore che si è trasferito nel capoluogo veneto dal Nord Europa? Lo stesso artista si improvvisa investigatore, e i delitti aumentano: finchè non viene fuori un vecchio filmino amatoriale, che potrebbe spiegare un bel pò di cose... Aldo Lado, che poi avrebbe diretto "Il gatto dagli occhi di giada", è, forse, uno degli emuli di Dario Argento più dignitosi, anche se c'è da dire che qui anticipa un paio di scene, almeno, riscontrabili in opere del collega romano di qualche anno dopo: musicato da Ennio Morricone, che elabora due brani abbastanza efficaci, tra cui la filastrocca infantile che riporta il titolo della pellicola, e rimanda ad una partitura sua successiva, quale quella per "Il sorriso del grande tentatore", del 1974, questo thriller ha un avvio interessante, ed una prima parte, ambientata tra i chiaroscuri veneziani, che porta, in effetti, dell'inquietudine allo spettatore. Convince meno, come spesso accade in questo tipo di thriller, quando si avvia a tirare i fili dell'intrigo ed a fornire la soluzione dell'enigma, con un movente relativamente accettabile, ma che, per essere un titolo dei primi anni Settanta, lancia una luce su un tema scabroso come la pedofilia, e questo è da mettere tra i meriti dell'operazione. Lo "007 per una volta sola" George Lazenby, vistosamente smagrito in questo lungometraggio ( sembra che perse oltre 15 kili per interpretare il protagonista) è un detective autodidatta piuttosto meticoloso, ma che, come al solito, viene messo sulla strada giusta da un'intuizione improvvisa, Adolfo Celi riveste di adeguata ambiguità un personaggio misterioso, compare un giovane Alessandro Haber dalla chioma ancora presente, e Nicoletta Elmi si conferma la bambina più sinistra del cinema italiano. Anche se qui, poverina, le tocca il destino peggiore...

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