venerdì 13 novembre 2015


SOPRAVVISSUTO- The Martian ( The Martian, USA 2015)
DI RIDLEY SCOTT
Con MATT DAMON, Jessica Chastain, Chiwetel Eijofor, Jeff Daniels.
FANTASCIENZA
Dal romanzo "L'uomo di Marte", di Andy Weir, un kolossal umanista/fantascientifico, che dopo il controverso "Exodus" ha riportato la critica a parlare bene di Ridley Scott, ventilando una papabile candidatura come regista dell'anno ai prossimi appuntamenti di Golden Globes e Oscar. Si narra di una spedizione della NASA su Marte, con un equipaggio che, a causa di una tempesta sul pianeta, batte in ritirata, ma uno dei componenti, il botanico dell'equipe, rimane colpito da un oggetto e creduto morto: invece, sopravvive per una combinazione di fattori, e, nonostante tutto gli giochi contro comincia ad organizzare la propria sopravvivenza, e, a seguire, tentativi  di contattare la Terra per farsi salvare. Richiamante "Cast away" per la scelta di raccontare quasi esclusivamente l'odissea di un uomo abbandonato, e "Gravity" per ricalcarne i passi, ma in chiave cosmica, il film è un inno alla sagacia umana, ed è contraddistinto da un'ondata di umanesimo ottimista; dall'inizio, i personaggi sono tesi a muovere per aiutare il prossimo, e la caparbietà dell'essere positivi, permea l'intero lungometraggio. In questo senso, emblematica l'inquadratura della piccola pianta nata in mezzo ai sassi, una sfida alla logica ed alle probabilità, come la lotta per non morire del protagonista. Spettacolare e non privo di un'ironia che ammorbidisce la visione, e ne smorza i rischi di retorica, montato ad hoc da Pietro Scalia, che alterna benissimo gli stacchi di racconto tra i vari blocchi narrativi, "The Martian" potrebbe riservare sorprese alle prossime premiazioni. Matt Damon, va da sè, si carica buona parte del film sulle spalle, e presta una "normalità" che colpisce ad un individuo cui tocca una sorte straordinaria: va dato atto, comunque, al regista, che quando riesce a non distrarsi troppo dai temi che intende affrontare, sa confezionare cinema di prima qualità, e che resta negli occhi e nel cuore degli spettatori.

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