lunedì 29 giugno 2015


JURASSIC WORLD ( Jurassic world, USA 2015)
DI COLIN TREVORROW
Con CHRIS PRATT, BRYCE DALLAS HOWARD, Nick Robinson, Ty Simpkins.
FANTASCIENZA/AVVENTURA 
Annunciato e rimandato per oltre un decennio, dato che il terzo capitolo era stato quello che aveva segnato il passo, commercialmente parlando (ma anche a livello qualitativo, il peggiore in assoluto), l'episodio quarto del franchise inaugurato nel 1993 da Steven Spielberg, tratto dal best-seller di Michael Crichton, è uscito con gran fragore: in pochi giorni ha divelto diversi record di incassi, piazzandosi netto e gonfio di denaro in cima alle classifiche mondiali. Pur cambiando il nome in "Jurassic world", e consegnando l'operazione nelle mani del misconosciuto Colin Trevorrow, che fin qui aveva diretto solo una commediola, la Amblin e la Universal hanno fatto centro, perchè appunto, i numeri stanno dando ragione eccome a chi chiedeva di prolungare la serie delle avventure dei dinosauri ricreati sulla Isla Nublar. In questo film, ci si riallaccia in particolare al primo dei segmenti della serie, con più citazioni, e anche scene rifatte (il brontosauro morente trovato dai protagonisti, i ragazzi persi in mezzo agli animali preistorici, la grande sala dove si concludeva il primo, e ospita il climax, qua) , e tra i meriti del franchise va dato lo schierarsi dalla parte, comunque, degli animali, ricreati per speculazione dagli uomini, che puntualmente mostrano la loro stupidità e cinismo, sottovalutando i grossi rischi legati ad un atto contro natura. Però, se il film è benissimo realizzato, per quanto riguarda gli effetti speciali, che hanno sposato in pieno la causa della computer graphic, e il ritmo tiene, i dialoghi sono elementari, quando non puerili, i personaggi abbastanza schematici, e le incongruenze, o dimenticanze, non mancano (per esempio, la miriade di pterodattili liberatasi e abile anche a emigrare altrove, che fine fa?). Chris Pratt conferma il suo anno fortunato, sottolineando la sua candidatura all'essere tra gli eroi dello schermo USA nei prossimi anni, Bryce Dallas Howard prova a mettere un pò d'umorismo in un carattere purtroppo molto condizionato da una sceneggiatura che lo fa risultare tra i peggio scritti, e probabilmente tutto ciò era previsto: l'importante era rimettere in moto la colossale macchina da soldi, che naturalmente prevede almeno altri due sviluppi.

Nessun commento:

Posta un commento