sabato 13 marzo 2021


CHI HA PAURA DI VIRGINIA WOOLF? 
(Who's afraid of Virginia Woolf, USA 1966)
DI MIKE NICHOLS
Con ELIZABETH TAYLOR, RICHARD BURTON, George Segal, Sandy Dennis.
DRAMMATICO
L'esordio da regista di cinema di Mike Nichols avvenne con la versione cinematografica della piéce "Chi ha paura di Virginia Woolf?", di Edward Albee, rappresentato con enorme successo a Broadway dal 1962: un gioco al massacro vero e proprio, con due coppie che passano una serata insieme, tra trabocchetti, sfuriate, colpi bassissimi, frustrazioni, rancori acerrimi. La coppia matura, che ospita gli altri due, senza riguardo alcuno per le regole di accoglienza, si mostra apertamente in conflitto, tra accuse infami e sadismo manifesto, tirando fuori anche dai più giovani i lati oscuri, giungendo fino al tradimento plateale. Una delle mosse indovinate di Nichols fu affidare ai veri coniugi turbolenti Liz Taylor e Richard Burton i ruoli principali, con l'ex ragazzina prodigio di "Torna a casa, Lassie" invecchiata ad arte e volutamente appesantita fino a parere una cinquantenne in scena: il crescente disagio che prova anche lo spettatore assistendo alle stilettate, che divengono veri e propri colpi di scimitarra tra i due, è funzionale alla tensione che la pellicola alimenta fin dalle prime battute. Per certi versi, è un film in cui il silenzio non entra mai, gli scambi di battute avvelenati creano una sensazione quasi di annegamento in mezzo ad un'esplosione verbale stordente, e, per questo, vale ancor di più l'ultimissima sequenza, in un' alba stanca, in cui un frammento di umanità ricompare, contro ogni aspettativa, a descrivere la vera natura del rapporto tra i due. La bravura nel dirigere gli attori del regista si delinea già in questo film, e diverrà proverbiale: nel gestire due campioni della scena come Taylor e Burton, per di più in ruoli molto sentiti da quella che è stata una delle coppie a maggior tasso di turbolenza, tra quelle celebri del mondo del cinema, ma anche nell'inserire George Segal e Sandy Dennis, portando due Oscar al film, che premiarono appunto le due attrici. Un'opera ancor oggi urticante e scomoda.

 

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