venerdì 24 gennaio 2020

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RICHARD JEWELL ( Richard Jewell, USA 2019)
DI CLINT EASTWOOD
Con PAUL WALTER HAUSER, Sam Rockwell, Olivia Wilde, Jon Hamm.
DRAMMATICO/BIOGRAFICO
"Perché l'hai fatto, grassone?". Così attaccava un suo articolo sul tragico evento della bomba messa ad un concerto svoltosi durante le Olimpiadi del 1996 ad Atlanta, Vittorio Zucconi, firma storica di "Repubblica": dopo che proprio lui aveva lanciato l'allarme sull'ordigno presente in uno zaino, e appena dopo l'esplosione era diventato un eroe popolare, venne creata una campagna stampa devastante che sosteneva che proprio Jewell era l'ideale attentatore. Obeso, da sempre desideroso di fare una carriera in polizia e puntualmente respinto per il peso eccessivo, puntiglioso fino all'ossessione, il giovane divenne il "mostro" da sbattere in prima pagina e processare per direttissima, senza una prova  che fosse una. Un'altra storia americana per il nonagenario Clint Eastwood, che racconta come il povero cristo subì una pressione distruttrice ( e morì molto giovane): nel rinfrescare la memoria collettiva su una brutta vicenda, il regista di "Gran Torino" accusa la facilità della manipolazione dell'opinione pubblica, qui parla della stampa classica, ma allude chiaramente anche e soprattutto ai nuovi media, i social network che distribuiscono fake news facendo leva su superficialità e credulità del cittadino che non si informa e prende per oro colato ciò che gli arriva di notizia. Fotografato con eleganza da Yves Belanger, scritto da Billy Ray, tre film da regista e più noto come sceneggiatore,che ha firmato gli script dell'ultimo "Terminator" e di "Gemini Man", ma anche "Captain Phillips-Attacco in mare aperto", "Richard Jewell" è una sorta di risarcimento per un'ingiustizia grande come i cinquanta States, occorsa a due persone ( oltre che Jewell, anche la madre rischiò il collasso nervoso), diretta da un regista che, sempre più, e coerentemente con se stesso, ha sempre sottolineato l'importanza del "fattore umano" che permette svolte imprevedibili e ribaltamenti non probabili. Magari risulta un pò fittizia la reporter cinica e carogna di Olivia Wilde che si ravvede e pente non appena ha modo di incontrare l'uomo alla cui rovina ha dato il "la", ma è un aspetto minore di un racconto appassionante e moralmente toccante. Ottimo esordio per Paul Walter Hauser, che avrebbe meritato anche una candidatura all'Oscar, e come sempre uno degli attori migliori d'America della sua generazione, Sam Rockwell, che scopre solidarietà e compassione via via che si addentra nel bizzarro mondo del suo assistito.

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