martedì 1 ottobre 2019

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C'ERA UNA VOLTA....A HOLLYWOOD
( Once upon a time...in Hollywood, USA 2019)
DI QUENTIN TARANTINO
Con LEONARDO DI CAPRIO, BRAD PITT, Margot Robbie, Margaret Qualley.
COMMEDIA/GROTTESCO/DRAMMATICO
Nel 1969, è un momento di stasi assoluta nel mondo del cinema americano: arriverà "Easy rider" di lì a un attimo, e a seguire i nuovi titani della regia come Coppola, Scorsese, Spielberg, Lucas, Milius e Cimino, ma in quel momento la grande industria, che fa capo a Hollywood è in panne. Un attore di successo in una serie western televisiva, che ha provato il salto sul grande schermo, ma non riesce a conquistare seguito e credibilità, con il suo stuntman personale, che gli fa anche da autista, e un pò da guardia del corpo, va in crisi e deve ridimensionarsi: tutto attorno ruotano figure che contano e che pensano di contare, e sullo sfondo, apparentemente pacifici, ma covando qualcosa di sinistro, ci sono i ragazzi della comunità di Charles Manson... Nona regia di Quentin Tarantino, "C'era una volta...a Hollywood" è un titolo che si distacca notevolmente dal resto dell'opera del regista de "Le Iene", un pò come accadde a "Jackie Brown", oltre vent'anni fa. Tarantino è un autore che ama spiazzare il pubblico, e mette su una commedia ad alto tasso di sarcasmo sul mondo placcato d'oro del cinema, mostrandone i vuoti annichilenti che sono appena dietro la cornice: due figure da poco come un attore di serie B e un cascatore sono quelli che salvano dalle insidie la maestosa ma fragile dimensione hollywoodiana, al punto da rivedere la storia vera, purtroppo, di Sharon Tate e del massacro di Cielo Drive ( comunque, pensando come il regista in "Bastardi senza gloria" riscrive la fine del nazismo, facendo a meno della Storia con la S maiuscola, è un'inezia). Rispetto ad altri lungometraggi tarantiniani, si rintracciano meno dialoghi ficcanti e destinati a diventare da antologia di altre volte, e si poteva alleggerire la lunga sequenza del film western, con Di Caprio che non ricorda le battute, ma considerare fallace un'opera filmica di questo livello è piuttosto sconcertante, per non dire grossolano: l'eleganza delle riprese, la sottigliezza della critica verso il mondo del cinema e chi lo compone, l'accelerazione improvvisa verso un'impennata di violenza che non sarà quella che ci si aspetta ( rimandata più volte durante la pellicola, arriva tutta verso il finale, e a prova di qualche stomaco), le prove divertite di molti volti famosi e l'irrefrenabile gusto cinefilo nel presentare nomi e citare episodi che fanno per forza sorridere chi coltiva la stessa passione per ogni cosa purché sia cinema ( una cosa per tutte: Nicholas Hammond, il primo Spider-Man di tv e cinema, nei panni di Sam Wanamaker, professionista del B-movie!). A fronte di tutto ciò, "C'era una volta...a Hollywood" suggerisce che sarebbe altrettanto divertente vedere un'operazione analoga dalle nostre parti, dedicata a quegli anni che videro fiorire gli western-spaghetti, i poliziotteschi, in un panorama cialtrone e vivacissimo, tutto da godersi. Se Margot Robbie è più che altro un'apparizione, Brad Pitt è il migliore in scena, nel dar volto e corpo a un personaggio paradossale, per cui il pubblico può fare il tifo, ma in fin dei conti, sotto un atteggiamento da pratico uomo d'esperienza, pulsa di un istinto omicida pronto ad affiorare rapidamente.

1 commento:

  1. Troppi riferimenti, allusioni e citazioni che, a quelli nati dal 70 in poi, non sono capiti. Uno per tutti, il " Falcone Maltese " che è fatto " Della materia con cui sono fatti i sogni" ne è un esempio. Per me un passo in dietro.

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