sabato 8 giugno 2019

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ROCKET MAN ( Rocket Man, USA/GB 2019)
DI DEXTER FLETCHER
Con TARON EGERTON, Jamie Bell, Richard Madden, Bryce Dallas Howard.
BIOGRAFICO/MUSICALE
Annunciato in concomitanza con l'altro biopic musicale della stagione, "Bohemian Rhapsody", ma realizzato tra minori traversie produttive, ecco il film sulla vita di un'altra stella delle hit parade degli anni Settanta e Ottanta, Reginald Kenneth Dwight, in arte Elton John. La pellicola sceglie di raccontare l'arco esistenziale della pop star dall'infanzia a metà anni Ottanta, essendo l'autore di "A word in spanish" e "Sad songs" ancora in vita, a differenza di Freddie Mercury ( nel lungometraggio su di lui, invece, il film si chiudeva sulla performance trionfale del Live Aid, e non sulla morte prematura del cantante), e per cornice c'è un gruppo di autoterapia, ove la stella dei palcoscenici si rifugia per cercare di raddrizzare un'esistenza fatta di lampi e applausi, ma anche di dipendenze varie, malinconie iperboliche e la necessità di essere accettata. Concepito come un vero e proprio musical, il film diretto da Fletcher ha un avvio cinetico, con un Elton John in costume ultrasgargiante da angelo/diavolo arancione che rievoca i primi passi in musica, e un numero di danza su "Saturday night's alright for fighting" trascinante: conosce via via qualche passaggio un pò scontato, e tira via su alcune fasi della vita del cantante, vedi l'incontro con la donna che sposò, Renate, per poi divorziare presto, ma è una cosa risolta veramente in due battiti di ciglia, quindi piuttosto poco affrontata. Però, la personalità di un genio nell'arte dello scrivere musica accattivante e spesso elegante negli arrangiamenti e nella composizione ( non si sta quasi cinquant'anni sulla breccia senza avere un solido talento, comprendendo alti e bassi e derive personali) viene esplorata in maniera molto accurata, e, dato che al progetto è stato necessario il beneplacito dello stesso protagonista, l'ammissione di tante zone fragili, di tanti errori fatti e uno spreco di sè piuttosto reiterato, l'operazione è da apprezzare. Coloratissimo e meticoloso nella riproduzione dei fantastici costumi di scena e cambiamenti di look nel corso degli anni di E.J., "Rocket Man" è interpretato con consistente aderenza al ruolo da Taron Egerton, che si spende anche in numeri di canto e ballo: il rapporto con la spalla di sempre di Elton John, Bernie Taupin, interpretato da Jamie Bell, è ben reso, e la sequenza di "Your song", in cui affiora un sentimento di diversa natura l'uno verso l'altro tra i due, è di una delicatezza di un certo livello. C'è chi ha scritto di questo film, forse senza prima vederlo, che non si sentiva il bisogno di un titolo a forte rischio di elegia per un personaggio ancora vivo, ma è un buon tributo ad un artista che ha scritto e interpretato tanta bella musica che ci accompagna da decenni, e che, con "Crocodile Rock", ha forse espresso, meglio di tutti, la dimensione perduta e non recuperabile, gioiosa eppure lancinante, degli anni verdi della prima gioventù, e tutta la polvere di stelle che lascia.

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